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Gatti del terrore

 15,00

Quattro classici della letteratura noir con protagonisti inquietanti felini: il gatto nero giustiziere che riesce a far arrestare un omicida; il gatto bianco messaggero di morte; i gatti assassini di Ulthar; l’enorme gatto brasiliano che sarà assai pericoloso per l’incauto protagonista.

Sale!

Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni

 34,00  28,90

«I vampiri, assumendo connotati diversi, ritornano, prima o poi. Anche i libri sui vampiri – così sperano i loro autori – hanno una qualche possibilità di ritornare, di non morire». Così Vito Teti introduce il ritorno di questo libro in una nuova edizione completamente rivisitata, a chiudere idealmente quel «trittico della melanconia» che comprende Il senso dei luoghi e Quel che resta.

Ma ogni ritorno è anche una novità, e così è per questo saggio, che si arricchisce di un ampio capitolo e di un ricco apparato iconografico che segue l’immaginario del revenant nelle sue rappresentazioni antiche e declinazioni contemporanee. La figura del vampiro offre elementi di riflessione per approfondire il passaggio del mondo occidentale alla modernità. Se, nelle società tradizionali, il vampiro folklorico non può essere separato dalla paura del ritorno, perturbante e pericoloso, dei defunti, proprio l’Occidente colto e illuminato settecentesco è l’ambito in cui è possibile cogliere l’origine del complesso fenomeno storico del «ritorno» dei vampiri. Nel momento in cui melanconia e rovine si apprestano a raccontare i contrasti del lento affermarsi del moderno – che esorcizza alterità, malattia, follia, morte -, il vampiro rinasce nella letteratura come metafora di figure ambivalenti, ponendo così le basi per «contagiare» gli aspetti culturali caratterizzanti la tradizione occidentale contemporanea, dalla psicoanalisi al cinema, ai fumetti e a internet. L’inedito capitolo finale riannoda il filo di una riflessione sul sentimento dei luoghi, addentrandosi nell’esplorazione delle recenti metafore, positive e negative, del vampiro all’inizio del nuovo millennio. Il vampiro che abita le rovine postmoderne – dal Muro di Berlino a Baghdad, dalle Torri Gemelle alle macerie dei terremoti – e incarna paure legate all’angoscia della fine del mondo ci ricorda la necessità di ristabilire un dialogo con i defunti, senza espellerli come vampiri distruttivi, ma riconoscendoli come parte integrante della comunità dei viventi. In questo senso, il libro afferma una filosofia «contro la morte», cogliendo spunti là dove la metafora del vampiro sembra aprire a un diverso rapporto con l’altro e a un riconoscimento della diversità.

Le impure

 13,00

Elettra ha trent’anni, vive a Torino e fa la escort o, come ama definirsi, la “babysitter per adulti”. Sua madre è scomparsa in circostanze misteriose quando lei aveva sette anni e da quel momento è cresciuta con la nonna Caterina, in una casa isolata tra i boschi del biellese. Qui passa l’infanzia e l’adolescenza, facendo i conti con le voci di paese e il pregiudizio della gente che l’addita come la nipote della strega. Si vocifera infatti che Caterina sia una masca, che abbia poteri magici e che sia in grado di preparare pozioni e lanciare sortilegi. Ma quella vita non fa per lei e, arrivata alle soglie dei diciotto anni, Elettra scappa e si rifugia a Torino da Clara: la migliore amica di sua madre. Tra le due si instaura un legame fortissimo, Clara diventa per lei madre, amica e confidente ed è la porta verso il mondo, quello reale, dal quale la ragazza è sempre rimasta lontana. Quando Elettra riceve la notizia della morte della nonna, Clara sarà la prima a saperlo e a convincerla ad affrontare le sue paure e tornare nei luoghi del suo passato. Per lei ripercorrere la strada di casa vorrà dire decidere di scoprire finalmente quali sono le sue radici e assecondare, fino in fondo, quella forza che da sempre la conduce verso i fitti boschi che proteggono e nascondono i segreti della sua famiglia.

L’ ora delle streghe. La saga delle streghe Mayfair

 16,00

A New Orleans, sotto il portico di una vecchia casa, ogni giorno una donna siede immobile su una sedia a dondolo, lo sguardo spento. Un misterioso giovane è il solo visitatore, ma svanisce nel nulla se qualcuno cerca di avvicinarlo. A San Francisco, Michael Curry, annegato nell’oceano, ritorna inspiegabilmente alla vita. Che cosa lega la donna di New Orleans alla ragazza, geniale neurochirurgo, che ha ripescato Michael Curry dalle acque?

Storie di vampiri

 9,90

Sono raccolti in questo volume oltre settanta tra romanzi brevi e racconti di vampiri: storie di sangue, amore e morte in cui il Principe delle Tenebre è il protagonista assoluto. L’antologia contiene la letteratura nota e meno nota sull’argomento, riscoprendo autori che già prima del celebre “Dracula” di Stoker avevano creato storie di vampiri e proponendo i racconti di tanti altri che, sulla scia del famoso “pallido Conte” e di un ricchissimo repertorio cinematografico che ne ha immortalato la figura sul grande schermo, hanno appassionato i lettori fino ai nostri giorni. Nonostante questa raccolta sia quanto mai varia ed eterogenea, è interamente percorsa da quell’inconfondibile brivido di terrore che solo la figura del vampiro sa così abilmente suscitare.

I signori della notte. Storie di vampiri italiani

 16,90

Vampiri. Vampiri in Italia. Vampiri succhiasangue, succhiatalento, succhiasogni. Quattordici racconti dedicati a questa affascinante figura dell’immaginario popolare, di cui in Italia si è scritto poco. Quindici autori che si confrontano con il suo mito e la simbologia che rappresenta, reinterpretandolo e adattandolo alla contemporaneità o lasciandolo classicamente avvolto dal manto di buio e mistero che gli è consueto, trovando uno spunto per raccontarci la vita e l’atmosfera di un angolino sempre diverso d’Italia, dalle grandi, fumose metropoli industriali alle campagne toscane, dalle vallate montane del Nord alle cittadine adagiate sul mare del Sud. Tra vicoli, piazze storiche, coste e alture si aggirano vampiri simpatici o terrificanti, distinti o scanzonati, sentimentali, languidi o spietati. Vengono per succhiare il nostro sangue, per popolare i nostri incubi ma anche per farci riflettere sulla bellezza della vita e del Paese in cui viviamo, sulle sue ingiustizie e mancanze, sul suo dolceamaro sorriso dai canini acuminati.

Vampiri. Dracula. Carmilla. Il vampiro

 25,00

Nell’Ottocento tre sono i testi che formano il canone della letteratura vampirica aprendo le porte a tutti i successori: «Il vampiro» di Polidori (1819), «Carmilla» di Le Fanu (1872) e «Dracula» di Bram Stoker (1897). «Il Vampiro» di John Polidori (1795-1821), scrittore e medico britannico, nonché segretario e medico personale del poeta George Byron, nasce in un clima intellettualmente stimolante e da un evento singolare: l’idea di Lord Byron durante il soggiorno in compagnia di amici nel 1816 a Villa Diodati, vicino a Ginevra, di scrivere ciascuno una storia gotica (questa specie di scommessa portò anche al capolavoro di Mary Shelley, «Frankenstein»). Il lungo racconto di Polidori è considerato il primo racconto di vampiri della letteratura moderna. Pubblicato nel 1872, «Carmilla» dell’irlandese Joseph Sheridan Le Fanu (1914-1873) getta le basi della tradizione vampirica letteraria, con la protagonista Carmilla, la prima donna vampira, ricca di fascino e sensualità. Questo breve romanzo gotico ispirerà il connazionale Bram Stoker (1847-1912) per il suo «Dracula» che darà vita al più celebre vampiro di tutti i tempi, ispirato alla figura di un personaggio storico, Vlad III principe di Valacchia.

Il diario della rosa

 14,00

Le storie riunite in questo volume spaziano dalla fantascienza pura alla fantasy a un realismo unicamente ed eccezionalmente magico, e dalla commedia brillante alla tragedia più cupa. “Intercom”, per esempio, è una divertente e pungente parodia di una ben nota serie televisiva di fantascienza, mentre “Il diario della rosa” esamina con accorata passione l’uso dei trattamenti psichiatrici per la represssione dei dissidenti politici, e “Sur” è il racconto di una spedizione compiuta da un gruppo di sole donne al polo Sud nel 1909-1910, l’anno prima di Amundsen e Scott.

Amok. Le stragi dell’odio

 19,50

Li chiamano “rampage killer”, dove rampage sta per una furia improvvisa, un’esplosione letale. Parliamo di assassini che uccidono più persone insieme, utilizzando armi da fuoco, esplosivi, incendi, ma anche veicoli lanciati contro vittime innocenti. Le stragi possono avvenire sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e nei locali pubblici, per motivi religiosi, politici, razziali. E il filo conduttore è sempre uno: l’odio. Se in tutto il mondo il numero complessivo degli omicidi sembra diminuire, non accade così per gli hate crimes, delitti commessi contro persone discriminate in base all’appartenenza, vera o presunta, a un gruppo sociale. Ad alimentare l’odio e innescare la furia omicida sono i pregiudizi legati al sesso, all’etnia, alla lingua, alla nazionalità, all’aspetto fisico, alla religione, all’identità di genere, all’orientamento sessuale e alla presenza di disabilità. Gli autori alternano la ricostruzione di eventi drammatici e il profilo dei criminali responsabili a un’analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato la comparsa e decretato il terribile successo. Non più serial killer. Sono loro i mostri del ventunesimo secolo, i rampage killer, gli assassini che in preda a un furore incontrollabile, compiono stragi con una frequenza mai vista.