Visualizzazione di tutti i 18 risultati

Sale!

Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni

 34,00  28,90

«I vampiri, assumendo connotati diversi, ritornano, prima o poi. Anche i libri sui vampiri – così sperano i loro autori – hanno una qualche possibilità di ritornare, di non morire». Così Vito Teti introduce il ritorno di questo libro in una nuova edizione completamente rivisitata, a chiudere idealmente quel «trittico della melanconia» che comprende Il senso dei luoghi e Quel che resta.

Ma ogni ritorno è anche una novità, e così è per questo saggio, che si arricchisce di un ampio capitolo e di un ricco apparato iconografico che segue l’immaginario del revenant nelle sue rappresentazioni antiche e declinazioni contemporanee. La figura del vampiro offre elementi di riflessione per approfondire il passaggio del mondo occidentale alla modernità. Se, nelle società tradizionali, il vampiro folklorico non può essere separato dalla paura del ritorno, perturbante e pericoloso, dei defunti, proprio l’Occidente colto e illuminato settecentesco è l’ambito in cui è possibile cogliere l’origine del complesso fenomeno storico del «ritorno» dei vampiri. Nel momento in cui melanconia e rovine si apprestano a raccontare i contrasti del lento affermarsi del moderno – che esorcizza alterità, malattia, follia, morte -, il vampiro rinasce nella letteratura come metafora di figure ambivalenti, ponendo così le basi per «contagiare» gli aspetti culturali caratterizzanti la tradizione occidentale contemporanea, dalla psicoanalisi al cinema, ai fumetti e a internet. L’inedito capitolo finale riannoda il filo di una riflessione sul sentimento dei luoghi, addentrandosi nell’esplorazione delle recenti metafore, positive e negative, del vampiro all’inizio del nuovo millennio. Il vampiro che abita le rovine postmoderne – dal Muro di Berlino a Baghdad, dalle Torri Gemelle alle macerie dei terremoti – e incarna paure legate all’angoscia della fine del mondo ci ricorda la necessità di ristabilire un dialogo con i defunti, senza espellerli come vampiri distruttivi, ma riconoscendoli come parte integrante della comunità dei viventi. In questo senso, il libro afferma una filosofia «contro la morte», cogliendo spunti là dove la metafora del vampiro sembra aprire a un diverso rapporto con l’altro e a un riconoscimento della diversità.

La versione della cameriera (dal 14 marzo)

 18,00

Dopo Haruf, Drury, Panowich e Anderson, la nuova serie americana di NNE.1929.

La violenta esplosione di una sala da ballo semina il lutto nella piccola comunità di West Table, Missouri. Quante persone sono morte quella sera? Chi erano? E soprattutto, chi è il responsabile di quella terribile esplosione?
La versione degli eventi raccontata nel romanzo è quella della ex-domestica Alma DeGeer Dunahew che, circa trent’anni dopo l’incidente, racconta la storia al nipotino Alek.

Semi-analfabeta e incattivita dall’esistenza, Alma è cresciuta a West Table, dove conosce e odia tutti. La rabbia di Alma è dettata dall’impotenza della miseria. La sua “versione”, riportata da Alek, è segnata da rancori, sospetti e odio di classe, ma soprattutto dal dolore per la perdita della sorellina Ruby, bellissima seduttrice seriale, morta anche lei in quella terribile esplosione.
La versione della cameriera si inserisce perfettamente nel solco della ricerca di NN sugli autori americani. La descrizione epica e minuziosa di una piccola comunità rimanda direttamente alle am-bientazioni di Haruf, Drury e Anderson, ma con un pizzico di cattiveria in più.

Le impure

 13,00

Elettra ha trent’anni, vive a Torino e fa la escort o, come ama definirsi, la “babysitter per adulti”. Sua madre è scomparsa in circostanze misteriose quando lei aveva sette anni e da quel momento è cresciuta con la nonna Caterina, in una casa isolata tra i boschi del biellese. Qui passa l’infanzia e l’adolescenza, facendo i conti con le voci di paese e il pregiudizio della gente che l’addita come la nipote della strega. Si vocifera infatti che Caterina sia una masca, che abbia poteri magici e che sia in grado di preparare pozioni e lanciare sortilegi. Ma quella vita non fa per lei e, arrivata alle soglie dei diciotto anni, Elettra scappa e si rifugia a Torino da Clara: la migliore amica di sua madre. Tra le due si instaura un legame fortissimo, Clara diventa per lei madre, amica e confidente ed è la porta verso il mondo, quello reale, dal quale la ragazza è sempre rimasta lontana. Quando Elettra riceve la notizia della morte della nonna, Clara sarà la prima a saperlo e a convincerla ad affrontare le sue paure e tornare nei luoghi del suo passato. Per lei ripercorrere la strada di casa vorrà dire decidere di scoprire finalmente quali sono le sue radici e assecondare, fino in fondo, quella forza che da sempre la conduce verso i fitti boschi che proteggono e nascondono i segreti della sua famiglia.

La regola del lupo

 17,00

Due colpi di pistola, all’alba, spezzano il silenzio e la quiete del lago di Como. Un uomo viene trovato morto, riverso sul tender della sua barca a vela al largo di Pescallo, nel comune di Bellagio. A uccidere il ricco imprenditore Filippo Corti, detto «Il Filippino», è stato un proiettile sparato nel giorno del suo quarantesimo compleanno. A bordo con lui c’erano i suoi tre migliori amici e nessun altro: due uomini e una donna. Chi ha sparato e perché? «Il Filippino è un grandissimo figlio di puttana», dicono quelli che lo hanno conosciuto. Uno che la fortuna se l’è costruita da sé, a qualunque costo. I suoi tre amici no, sono cresciuti nell’agio. Ma nulla è come sembra, proprio a partire dalla verità sulla misteriosa figura del Filippino e dalla sua pericolosa corsa verso il successo, finita in tragedia. A indagare sull’omicidio è Steno Molteni, ventisettenne giornalista del settimanale milanese di cronaca nera «La Notte». Dalla stanza 301 dell’albergo Villa Garibaldi, dove vive e in cui la sera lavora come barista, raggiunge al lago la bella Sabine, fotografa di origini eritree. Gli interrogatori ufficiali e i sopralluoghi sulla barca invece sono portati avanti da Salvatore Cinà, maresciallo dei carabinieri di Bellagio prossimo alla pensione. Due indagini parallele, nel contesto meraviglioso del lago italiano più famoso nel mondo. Due verità diverse, destinate a incontrarsi.

Vampiri. Dracula. Carmilla. Il vampiro

 25,00

Nell’Ottocento tre sono i testi che formano il canone della letteratura vampirica aprendo le porte a tutti i successori: «Il vampiro» di Polidori (1819), «Carmilla» di Le Fanu (1872) e «Dracula» di Bram Stoker (1897). «Il Vampiro» di John Polidori (1795-1821), scrittore e medico britannico, nonché segretario e medico personale del poeta George Byron, nasce in un clima intellettualmente stimolante e da un evento singolare: l’idea di Lord Byron durante il soggiorno in compagnia di amici nel 1816 a Villa Diodati, vicino a Ginevra, di scrivere ciascuno una storia gotica (questa specie di scommessa portò anche al capolavoro di Mary Shelley, «Frankenstein»). Il lungo racconto di Polidori è considerato il primo racconto di vampiri della letteratura moderna. Pubblicato nel 1872, «Carmilla» dell’irlandese Joseph Sheridan Le Fanu (1914-1873) getta le basi della tradizione vampirica letteraria, con la protagonista Carmilla, la prima donna vampira, ricca di fascino e sensualità. Questo breve romanzo gotico ispirerà il connazionale Bram Stoker (1847-1912) per il suo «Dracula» che darà vita al più celebre vampiro di tutti i tempi, ispirato alla figura di un personaggio storico, Vlad III principe di Valacchia.

Doppia verità

 19,90

Harry Bosch non ha lasciato il LAPD, il dipartimento di polizia di Los Angeles dove ha lavorato per una vita, nel più felice dei modi. Ma è da un po’ che ha voltato pagina: si occupa di “casi freddi” per la polizia di San Fernando, piccola municipalità dell’area di Los Angeles, e gli va bene così. Scavare nel passato, alla ricerca di nuovi indizi in vecchi casi rimasti irrisolti, gli sembra la cosa più adatta a lui, in questo momento della sua vita. Ma quando due farmacisti della cittadina vengono ammazzati nel loro negozio, il suo nuovo capo gli chiede una mano: e così, insieme alla detective Bella Lourdes, Bosch si ritrova coinvolto in un caso che di “freddo” ha ben poco. Nel frattempo, però, il fantasma del LAPD torna a fargli visita: Preston Borders, omicida e stupratore che trent’anni fa Bosch assicurò al braccio della morte, ha presentato un ricorso. A quanto pare, ci sono nuove prove a favore della sua innocenza, e Bosch è nel mirino: non solo avrà bisogno del suo avvocato, Mickey Haller, per difendersi da accuse di incompetenza e inquinamento di prove, ma soprattutto, agli occhi del mondo, rischia di essere nient’altro che il poliziotto che ha mandato in prigione l’uomo sbagliato. A meno che, nei nove giorni di tempo prima che Borders venga scarcerato, Bosch non riesca a smontare il nuovo caso, e trovare altre prove della colpevolezza del detenuto. Al detective, lasciato solo anche dai suoi ex colleghi, non resta così che lottare per far valere l’unica verità che conta. Sapendo che in ballo stavolta c’è il suo stesso onore.

«Ciò che non finisce mai di stupire, in Connelly, è la precisione chirurgica con cui incide la carne viva della società americana» – Roberto Iasoni, La Lettura

«Connelly racconta il crimine come nessuno al mondo» – New York Post

Behind the lines. La partita impossibile (1990-91)

 13,00

Durante il 1944 e nei primi mesi del 1945, colline e montagne alle spalle di Genova conobbero la guerra con protagonisti sui generis: renitenti, ricercati, ribelli, partigiani, sfollati, borsaneristi e, a seguire, tutta la gamma dei loro persecutori tedeschi e fascisti. Una guerra non guerra, uno spazio umano e geografico “behind the lines” che con l’inizio dell’estate 1945 scomparve senza lasciare tracce significative. È il territorio su cui, a 45 anni di distanza, si muove Felicita, studentessa di storia impegnata nella tesi di laurea. Scontrandosi con la frammentarietà dei ricordi e la difficoltà a ricomporli in un unico disegno. Felicita avvia un personale confronto con luoghi e persone sopravvissuti, testimoni d’un mondo nuovo che faticava a nascere

Trappola per volpi

 16,00

In una Firenze fascista dal sapore popolare, arriva una delle coppie di investigatori più sorprendenti e originali del giallo italiano.

Occhi chiari, baffetti neri, borsalino e soprabito, come un poliziotto del cinema. «Ma questo, santo cielo, sembra un ragazzino appena uscito dall’università!» pensa il tranviere Ettore Becchi scrutando il vicecommissario Vitaliano Draghi, appena giunto sull’argine dell’Arno a verificare la situazione. È l’alba del 3 luglio 1936 e, in una Firenze ancora avvolta nella nebbia, vicino a un vespasiano, l’uomo ha scoperto qualcosa di inquietante: una donna distesa nell’erba, l’elegante vestito macchiato di sangue. Vitaliano sente un’ondata di ansia nel petto: i suoi superiori sono assenti, è il suo primo vero caso, e ancora non sa quanto importante e delicato. La vittima, infatti, è la giovane moglie del senator Bistacchi, vicinissimo al Duce. Vitaliano, che un giorno sì e un giorno no si pente di aver mollato la letteratura per la criminologia, capisce di aver bisogno di rinforzi. Ma non basta un aiuto qualsiasi, serve una mente davvero prodigiosa: quella di Pietro Bensi, il contadino della fattoria nel Chianti in cui è cresciuto. È stato proprio lui, che ha letto tutti i libri della biblioteca del conte e si diletta a costruire complicati marchingegni, a far nascere in Vitaliano la passione per gli enigmi e per le trappole. Perché se vuoi catturare una volpe, devi pensare come una volpe, gli ripete sempre Pietro. Ma ci vuole coraggio per portare un contadino, neanche tanto segretamente antifascista, per le strade e i palazzi di una Firenze dove anche i muri hanno orecchie… Un giallo di grande atmosfera, con una coppia di detective inedita e curiosa, destinata a entrare nel cuore dei letto.

Il bambino sulla spiaggia

 18,50

«Quando avete visto la fotografia di quel bambino, il mio caro nipote Alan, morto su una costa lontana, siete diventati parte della nostra famiglia. Avete condiviso il nostro orrore, il nostro strazio, il nostro shock e la nostra indignazione. Avreste voluto salvarlo, ma sapevate che era troppo tardi. Nel vostro dolore avete teso le braccia, e così facendo mi avete preso la mano attiran?domi a voi. Mi avete aiutato a non affogare. Ora i nostri destini sono intrecciati. Ora siamo tutti una sola famiglia.» Quel 2 settembre 2015 la realtà della crisi umanitaria siriana si è imposta come una deflagrazione, dopo anni di quasi totale indifferenza. Aveva solo tre anni, Alan, e insieme alla famiglia cercava rifugio da una lunga e insensata guerra. Indossava la maglietta rossa che le mamme mettono ai loro bambini perché è il colore che si nota di più in mezzo al mare, in caso di naufragio. Ma non c’è rosso che tenga agli occhi di chi non vuol vedere. Anche Tima, la zia di Alan, ha visto la foto del nipote sui media, dalla sua casa di Vancouver, in Canada. Nello stesso naufragio ha perso anche Ghalib, fratello di Alan, e la cognata. Ma a differenza del mondo, lei non aveva bisogno di una foto per scoprire l’inferno, lo aveva già vissuto. Indipendente e determinata, Tima si è trasferita da sola in Canada poco più che ventenne, ma la guerra, quando scoppia, raggiunge anche lei: impossibile non preoccuparsi per i suoi cari, alcuni rimasti in Siria, altri divenuti profughi. Tima fa di tutto per aiutarli a espatriare, o perlomeno a sopravvivere. Dai giardini profumati di gelsomino di Damasco alle strade di Aleppo devastate dalla guerra, dai campi profughi in Turchia al Canada, una storia per capire cosa costringe un padre e una madre, intrappolati tra la casa a cui non possono tornare e la salvezza in Paesi che li rifiutano, a esporre i propri figli a pericoli inenarrabili per trovare finalmente un porto sicuro

Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo

 16,90

Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, scriveva Bertolt Brecht, ma è difficile credere che avesse ragione se poi le storie degli eroi sono le prime che sentiamo da bambini, le sole che studiamo da ragazzi e le uniche che ci ispirano da adulti. La figura del campione solitario è esaltante, ma non appartiene alla nostra norma: è l’eccezione. La vita quotidiana è fatta invece di imprese mirabili compiute da persone del tutto comuni che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. È così che è nata Wikipedia, che è stato svelato il codice segreto dei nazisti in guerra e che la lotta al razzismo è entrata in tutte le case di chi nel ’68 guardava le Olimpiadi. Michela Murgia ha scelto sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute e le ha raccontate come imprese corali, perché l’eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti. Una tempesta alla fine sono solo milioni di gocce d’acqua, ma col giusto vento.

Disegnato da The World of Dot. Con un fumetto di Paolo Bacilieri.
Età di lettura: da 6 anni.

Tutti i romanzi e tutti i racconti di Sherlock Holmes

 25,00

Uno studio in rossoIl segno dei quattroIl mastino dei BaskervilleLa valle della paura oltre a decine di magistrali storie brevi: ecco riuniti in un unico volume i quattro romanzi e i cinquantasei racconti che vedono come protagonista il prototipo di tutti gli investigatori di carta, Sherlock Holmes, l’astuto, imperturbabile, imprevedibilmente ironico detective londinese, sempre accompagnato dal fido compagno Watson.

Quando hai eliminato l’impossibile, quello che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità. Elementare, Watson!

Nightflyers. Ediz. italiana

 26,00

Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la “Nightflyer”, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla “Nightflyer” ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue. L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva…

La bambina che amava troppo i fiammiferi

 16,00

Storia di formazione, thriller, favola gotica, questo romanzo racconta una possibilità di riscatto: una creatura giovane, piena di sensibilità e fantasia, si inventa un modo tutto suo per sottrarsi alla cappa di violenza, oppressione, isolamento in cui è cresciuta. Prima dovrà scoprire la sua vera identità, e il segreto incendiario del suo passato. Tradotta in venti lingue, La bambina che amava troppo i fiammiferi è una delle opere del Québec più diffuse nel mondo; nel 2017 Simon Lavoie ne ha tratto un film

Elevation

 15,90

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

L’uomo delle castagne

 20,00

Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all’idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.

La casa che mi porta via

 17,00

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell’aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l’amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze! Una storia intensa tra Anna dai capelli rossi e La sposa cadavere, con una protagonista coraggiosa che, a forza di scavalcare gli “steccati” imposti dalle circostanze, riesce a costruirsi una vita tutta sua.

L’assassinio del Commendatore. Libro secondo

 20,00

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro L’assassinio del Commendatore, vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, Idee che affiorano, avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso…

Con Metafore che si trasformano si conclude l’Assassinio del Commendatore. Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a piú di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni piú vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura.

L’assassinio del Commendatore, a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

La fine di tutte le cose

 20,00

Dalla penna di uno degli autori più acclamati degli ultimi anni, un’avventura irripetibile e inquietante, che rivoluzionerà il nostro modo di guardare a tutto ciò che è oscuro e insondabile.

«Stilisticamente, uno dei più esuberanti lavori di Miéville» – The Sysney Morning Herald

«Una trama stravagante e personaggi fantastici» – Publishers Weekly

«Un viaggio entusiasmante, dalla penna di uno dei più originali scrittori contemporanei» – SF Reviews

«Un’immaginazione prodigiosa che ha preso vita definitivamente» – The Guardian

In una Londra tetra e indecifrabile, Billy Harrow, studioso di cefalopodi, guida i visitatori all’interno del Museo di Storia Naturale, dove è ospitato un raro e impressionante esemplare di Architeutis dux, meglio noto come Calamaro gigante. Nessuno può immaginare quello che sta per accadere, l’evento che avrebbe cambiato per sempre l’esistenza di chi vi avesse assistito: quando il calamaro svanisce nel nulla prima dell’arrivo di Billy e dei visitatori, ogni spiegazione razionale appare subito vana. Come Billy avrà presto modo di scoprire, quel prodigio non è altro che una manifestazione delle lotte che si stanno consumando in una città avvolta da una coltre impenetrabile di segreto e mito, che si scopre popolata da creature magiche e crudeli, le cui origini si perdono nei secoli e negli anfratti bui del mistero. In nome di quale dio tutto ciò sta avvenendo? Qual è il fine ultimo di coloro che si apprestano a cancellare per sempre ogni traccia di umanità?