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L’altra metà della notte. Bologna non uccide

 15,00

Sabato 16 marzo l’autore Fabio Mundadori sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci dei suoi romanzi a Libri a Colazione.

Segui da casa la diretta Facebook dalle ore 11:00 per scriverci le tue domande all’autore!

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2 Agosto 1980. Un attentato terroristico distrugge un’ala della stazione centrale di Bologna, decine di persone incontrano la morte, molte di più vengono solo sfiorate dal suo tocco, ma non per questo ne restano meno segnate. Oggi. A Bologna una serie di morti inquietanti colora la cronaca di sangue. Sarà il commissario Naldi, vero e proprio mito tra le forze dell’ordine, a dover cercare nel passato delle vittime il filo rosso che tiene unite le loro morti. Ciò che scoprirà? Sopravvivere alla morte non sempre rende migliori.

Ombre di vetro. Bologna non muore mai

 14,00

Sabato 16 marzo l’autore Fabio Mundadori sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci dei suoi romanzi a Libri a Colazione.

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Qualcosa di regalato. Qualcosa di smarrito. Qualcosa che non verrà mai restituito. 1986. In una Bologna ancora segnata dalle stragi, un killer seriale sfida la polizia e il giovane ispettore Naldi uccidendo secondo il proprio feroce rituale. Oggi. Mammana è tornato. O forse no.Toccherà di nuovo a Cesare Naldi indagare, fino a dipanare un rebus dalla soluzione raccapricciante.

Penelope Poirot e il male inglese

 18,00

Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, “Una nipote”, è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante. Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour. La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza. Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno. E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca. Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d’invidia tagliente. In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell’alba come un fiore splendido e velenoso.

Finché c’è prosecco c’è speranza

 18,00

Ferragosto di fuoco per l’ispettore Stucky: in gita tra le colline del prosecco con le belle vicine di casa, si sveglia in un letto non suo, in posizione non consona. Unica certezza, le stelle. Di ritorno a Treviso, cercando conforto tra i calici, trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del suicidio plateale del conte Ancillotto, fornitore di vini d’eccellenza. Perché dovrebbe suicidarsi, un uomo che ama le donne, camminare, guardare il fuoco e, naturalmente, il vino? Mentre Stucky indaga a modo suo, conversando con la governante, l’amante a cottimo e il prete, piomba in paese Celinda Salvatierra, tellurica come le terre andine da cui proviene. È l’unica erede del conte Ancillotto, e semina il panico tra i viticoltori minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani a perdita d’occhio. In una notte di temporale, tre colpi di pistola si confondono con i tuoni. L’ingegner Speggiorin, direttore del cementificio, cade nel fango per sempre. Stucky intravede i soliti intrighi mondani dietro queste morti innaturali – corna, rivalità, vendetta – ma sa che la vera risposta è nei gas, nel vento. Nelle bollicine del prosecco, nella polvere che si innalza dai camini del cementificio e si posa su insalate, acque, grappoli dorati. Nella ruggine che il matto del paese gratta sulle tombe dei concittadini, impartendo benedizioni, ma anche “fragnoccole a destra e a sinistra con palo di robinia…”. Prefazione di Margherita Hack.

C’era il mare

 18,00

Reduce dal successo del film Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan, con Giuseppe Battiston e Silvia D’Amico, emerso tra i migliori film italiani della scorsa stagione, in attesa del film di Gabriele Salvatores tratto da Se ti abbraccio non aver paura, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, torna Fulvio Ervas con un nuovo giallo dell’ispettore Stucky. Un’ispettrice alta, ben fatta, che attira gli sguardi, e al poligono insegna alle donne a sparare: Luana Bertelli, questura di Mestre. L’abbiamo già incontrata in Buffala Bill a Venezia. Un ispettore che ora pensiamo come Giuseppe Battiston, ma che conosciamo da anni, con le sue vicine invadenti, con Landrulli, Spreafico e gli altri agenti della questura di Treviso: Stucky. Tre morti ammazzati: un ex giornalista, un ex sindacalista e un avvocato. Tutti e tre, all’epoca delle ‘fabbriche tristi’, attaccavano i colossi della petrolchimica a Marghera che in dialetto significa ‘c’era il mare’. Vendetta? Follia? O lucido progetto criminale?

La bambina che amava troppo i fiammiferi

 16,00

Storia di formazione, thriller, favola gotica, questo romanzo racconta una possibilità di riscatto: una creatura giovane, piena di sensibilità e fantasia, si inventa un modo tutto suo per sottrarsi alla cappa di violenza, oppressione, isolamento in cui è cresciuta. Prima dovrà scoprire la sua vera identità, e il segreto incendiario del suo passato. Tradotta in venti lingue, La bambina che amava troppo i fiammiferi è una delle opere del Québec più diffuse nel mondo; nel 2017 Simon Lavoie ne ha tratto un film

Per nessun motivo

 17,00

Dopo venticinque anni di serena vita in comune, un fulmine si abbatte sul rapporto fra Antonio e Loredana: ricompare una lettera aperta per caso (e nascosta) da Loredana nei primi giorni del loro matrimonio, in cui Christine, l’ex fidanzata francese di Antonio, gli comunicava di essere incinta di lui. Quando Antonio ritrova la lettera non sa se odiare o perdonare la moglie per il suo silenzio, e decide di partire subito per Parigi. Lì scopre che Christine è morta e sua figlia Coco, ormai venticinquenne, vive in un appartamento ereditato da una zia. Dopo appostamenti e indecisioni, Antonio riesce ad avvicinare la bellissima Coco, non si rivela, comincia a frequentarla e si rende conto, con terrore, che la ragazza si sta innamorando di lui. Ma anche Antonio non è insensibile al suo fascino…

I tre evangelisti: Chi è morto alzi la mano­ – Un po’ più in là sulla destra­ – Io sono il tenebroso

 18,00

In “Chi è morto alzi la mano” un faggio è misteriosamente spuntato dal nulla nel giardino della cantante lirica Sophia Siméonidis, potrebbe essere uno scherzo, lo strano regalo di un ammiratore oppure un sinistro presagio. Ma quando nel giro di poche settimane una piccola strada residenziale di Parigi diverrà teatro di un omicidio ci vorrà molto intuito per riuscire a raccapezzarsi. Tre giovani storici disoccupati e squattrinati non sembrano la squadra più idonea per risolvere un caso di omicidio delicato e sfuggente, eppure a volte istinto e improvvisazione arrivano più lontano di quanto si possa immaginare… In “Un po’ più in là sulla destra”, Louis Kehlweiler, mentre è in appostamento su una panchina, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All’apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi soliti due aiutanti. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna… In “Io sono il Tenebroso” due giovani donne sono uccise a Parigi a colpi di forbice. La polizia è convinta di essere a un passo dal colpevole, il serial killer pronto a colpire ancora. Ma le cose, come sempre, non hanno mai una faccia sola… Un altro caso per l’ex poliziotto deluso dalla vita e i tre storici improvvisati detective.

Romanzo criminale

 15,00

Un’Italia segreta, inquietante in un romanzo che ha il ritmo delle saghe noir americane. Un libro dove i protagonisti sono una banda di giovani delinquenti che decide di conquistare Roma, e diventa un esercito quasi invincibile. Politica, servizi segreti, giudici onesti, poliziotti e il più grande bordello della Capitale in un romanzo basato su una minuziosa documentazione.

Nevada connection

 15,50

Cody McCall è scomparso. Ha due anni e a sequestrarlo è stato il padre, dopo una feroce battaglia per la custodia. L’uomo incaricato di ritrovare il bambino è Neal Carey. È l’unico modo che ha per sdebitarsi con chi ha pagato il riscatto grazie al quale il suo esilio cinese ha avuto termine. Alla ricerca del piccolo Cody, Neal si ritrova a passare dalle scintillanti colline di Hollywood alle infuocate pianure del Nevada. Si immerge nel sottomondo criminale del posto – tra casinò da due soldi e bordelli lungo la strada – e si infiltra in un gruppo di fanatici razzisti, i Figli di Seth: suprematisti bianchi che spargono odio e terrorizzano gli abitanti della zona. Con il passare del tempo, il gioco si fa sempre più pericoloso. Per uscirne e salvare Cody, Neal Carey non ha altra scelta che affrontare Ben Hansen, il leader dei Figli di Seth, e mettere fine al suo regno di follia e terrore.

L’amore non s’interpreta

 18,00

In questo libro, autori e autrici, hanno raccontato di violenza, una violenza subdola, strisciante, silenziosa, quasi trasparente. Hanno descritto la violenza psicologica sulle donne. Questa antologia vuole far breccia e cercare di far ritrovare l’amore senza “interpretazioni”. Un libro che vuole essere quasi un percorso per una nuova alfabetizzazione emotiva. Spesso molte donne sono anche inconsapevoli di esserne vittime. Al pari della violenza fisica ha conseguenze devastanti sulle donne, per questo è fondamentale riconoscerla per uscirne. In queste relazioni tossiche non c’è amore, c’è svalutazione della donna come essere, riconquistare sé stesse e la propria autostima diventa fondamentale. Noi donne siamo tutte le possibilità che vogliamo darci e amarsi per tornare a vivere ci salverà.

Pane – Per i bastardi di Pizzofalcone

 19,00

I Bastardi di Pizzofalcone non hanno nemmeno il tempo di gioire per i propri successi che subito si trovano a dover affrontare un nuovo caso di omicidio. La vittima, un panettiere, è stata trovata morta di prima mattina fuori del suo forno. Qualcuno gli ha sparato. Tempo addietro l’uomo aveva testimoniato, salvo poi ritrattare, contro la criminalità organizzata, così le indagini, condotte da Lojacono, si concentrano su quell’episodio. Intanto, Aragona e Di Nardo si ritrovano per le mani una denuncia che appare piuttosto bizzarra: uno studente universitario accusa di stalking una ragazza con cui in passato ha avuto una relazione, ma che ha lasciato. A rendere incredulo Aragona è il fatto che, mentre la giovane è bellissima, lo studente è a dir poco brutto. A tutto questo si aggiungono i problemi personali di ciascun membro della squadra, in particolare quelli di Romano e Pisanelli, il primo deciso a adottare una bambina, il secondo sempre a caccia di un misterioso killer alla cui esistenza nessuno crede.

La carta maledetta

 10,00

Il clan dei Piccoli Affamati è un’organizzazione mafiosa di Desaps, proprietaria di uno yatch di lusso in cui si organizzano tornei di poker con ingenti somme di denaro. Una sera, Jean Prest, un giocatore dall’aspetto eccentrico e vestito in maniera totalmente inappropriata al contesto, riesce a intrufolarsi nel torneo ed esegue un numero di magia: predice quale sarà l’ultima carta a comparire sul tavolo, l’otto di picche. L’otto è il simbolo dell’infinito mentre il seme di picche rappresenta la maledizione. Questo banale gioco scatena un susseguirsi di eventi e circostanze misteriose, e da quel momento sulla vita di tutti i membri del clan inizia a incombere il potere della carta maledetta…

Vuoto – Per i bastardi di Pizzofalcone

 19,00

Anche le vite all’apparenza più piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Ed è in questo vuoto che devono affacciarsi i Bastardi. Un’insegnante di liceo scompare nel nulla e i Bastardi di Pizzofalcone, che a dispetto dei tanti nemici interni al corpo di polizia sono ormai una delle migliori squadre investigative della città, hanno il compito di ritrovarla. O almeno di ritrovare il suo corpo. Nella completa assenza di indizi, Lojacono e i suoi colleghi saranno costretti a indagare negli angoli oscuri di esistenze che sembrano del tutto normali, portando alla luce, infine, le ragioni di un odio mortale.

La banda Bellini

 14,00

Nascosto in un’ambulanza da tre giorni, Giusva tiene l’indice sul grilletto di un fucile da cecchino. Molti sono i conti da saldare. L’uomo da uccidere è Andrea Bellini, biondo, capelli lunghi, un metro e novanta, trench e gli immancabili Ray-Ban. Da anni è a capo del più temuto servizio d’ordine del movimento a Milano, una banda di quartiere che ha scelto la strada della politicizzazione e della militanza, con l’idea di non essere “servi di nessuno” e le immagini del “Mucchio selvaggio” di Peckinpah nella testa… “La banda Bellini” ci trasporta nel contesto e nella testa dei suoi personaggi con la stessa spavalderia, la stessa passione selvatica e tanto cinematografica che fu il sale di quell’epoca. Qui in una nuova edizione rivista parola dopo parola, alla quale si sono aggiunti diversi episodi ancora sconosciuti che Andrea Bellini ha voluto finalmente svelare.

Due pard

 13,00

Mercoledì 13 febbraio l’autore Paolo Murino sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci del suo ultimo romanzo a Libri in diretta!

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Il Toro e il Lisca hanno all’incirca diciotto anni, una casa, un lavoro e la vita ai Blocchi, quel quartiere di periferia che negli anni li ha visti crescere, diventare più forti, imparare a menare e a ricucirsi dopo essere stati menati. I Blocchi non sono un luogo, ma sono le tante persone che li abitano, per sfortuna o per impossibilità di lasciarli. C’è Armido, il barista, uomo di poche parole ma che ancora sa riconoscere la differenza tra bene e male. C’è Rosa del secondo piano, la prima donna, quella che non si dimentica. E c’è Betty, la prostituta dolce, quella capace di amare con tutta se stessa, corpo compreso.
Il Toro e il Lisca sono cani sciolti, abbandonati a loro stessi, senza nessun modello di riferimento, se non la malavita, che ai Blocchi prima o poi prende tutti. Due compagni di sventura cresciuti con la violenza nel sangue e poche regole in testa, che ai Blocchi sono nati e ai Blocchi credono di dover morire, incapaci di immaginarsi una vita diversa, migliore.
Il Toro e il Lisca sono due pard, amici da così tanto tempo che forse non lo sono più così tanto, amici così vicini da ritrovarsi all’improvviso troppo lontani per capirsi ancora.

Noir all’improvviso

 15,00

Cristina, Ester, Michele, Irene. Solo alcuni nomi di gente comune descritta in scene di vita ordinaria che all’improvviso si trova catapultata in un terribile incubo. Quindici racconti neri, quindici storie che nascondono il male che si annida dove meno te lo aspetti. Atmosfere di pericolo, di disagio e di paura fanno da sfondo alle vicende nelle quali anche il lettore potrà immedesimarsi, in un crescendo di suspense e di orrore.

Blog killers

 15,00

Da un provocatoria iniziativa dell’editore è lanciata una sfida a chi abitualmente giudica e recensisce gli scrittori tramite il proprio blog. È stato dato un tema, “Almeno un morto” e a scrivere su di esso dei racconti, poi riuniti in questa antologia, sono stati invitati dei bloggeristi. Questi dieci racconti sono l’ennesima conferma di una passione infinita verso questo genere letterario. Si sono cimentati in questa sfida: Cristina Aicardi – Milano Nera Nico Donvito – 50/50 Thriller Caterina Falconi – Libroguerriero Manuel Figliolini – La Bottega del Giallo Elio Freda – Gialloecucina Cecilia Lavopa – Contorni di noir Giuseppe Pastore – Thrillercafé Isabella Saffayè – Thrillernord Lorenzo Strisciullo – Mangialibri Aniello Troiano – Rivista Fralerighe.

Un minuto a mezzanotte

 11,50

La Heery Products ha lanciato un grande gioco a premi per promuovere una nuova linea di profumi. Il concorso è stato affidato a un’importante agenzia pubblicitaria, la Lippert, Buff e Assa, ed è frutto dell’ingegno del giovane creativo Louis Dahlmann. I cinque finalisti del concorso sono invitati a New York e le domande finali vengono loro consegnate nel corso di una cena durante la quale imprudentemente Dahlmann mostra a tutti un portafogli affermando che contiene le risposte che valgono un milione di dollari. La mattina dopo Dahlmann viene ritrovato assassinato nel suo appartamento, ucciso da un colpo di pistola, e il portafogli con le risposte è scomparso. La LBA assume Wolfe perché trovi un modo di assicurare ad ogni costo la regolarità del concorso, cosa che difficilmente l’investigatore potrà fare senza scoprire anche chi è l’assassino di Dahlmann.

Il diritto di morire – Le inchieste di Nero Wolfe

 10,00

È molto difficile che Nero Wolfe rinunci alle sue abitudini: le orchidee, la cronica pigrizia, i succulenti pranzi. Ma questa volta succede qualcosa di imprevisto. Dopo molti anni dal passato torna un uomo con cui il ciclopico investigatore ha un debito di riconoscenza. Si tratta di Paul Whipple, il cameriere di colore che aiutò Wolfe a risolvere il mistero in «Alta cucina», venuto a chiedere a Nero Wolfe di indagare sul passato di Susan Brooke, una ricca ereditiera che suo figlio Dunbar vorrebbe sposare. Paul è convinto che la donna nasconda più d’uno scheletro nell’armadio, ma Wolfe fa appena in tempo a iniziare le indagini che la bella Susan viene assassinata. E il principale indiziato è proprio Dunbar. Riuscirà Nero a salvarlo dalla sedia elettrica?

La palude

 19,60

Ottobre 2017: in una spettrale brughiera nell’Inghilterra del Nord viene ritrovato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa l’anno prima a Scarborough, nello Yorkshire. Contemporaneamente un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, è strappata alla morte da uno sconosciuto, che in una notte di tempesta sente le sue urla strazianti provenire dal mare e riesce a trarla in salvo. Anche Amelie era sparita in circostanze misteriose, e ora, sotto shock, dice di essere stata rapita e tenuta segregata da un uomo, ma è incapace di ricordare il minimo dettaglio utile a mettere la polizia sulla pista giusta. Le indagini si concentrano sulla sparizione nel 2013 a Scarborough di un’altra quattordicenne mai più ritrovata, Hannah Caswell. C’è un fil rouge che unisce tre coetanee così diverse tra loro per carattere ed estrazione sociale? Si fa sempre più strada l’idea di un omicida seriale: l’ispettore capo Caleb Hale è al centro di una gogna mediatica in cui ormai si fa riferimento al «killer della brughiera» il quale, indisturbato, sequestra ragazzine inermi. La polizia sembra brancolare nel buio quando, suo malgrado, si trova implicata in quella spirale di violenza anche Kate Linville, sergente investigativo di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e che per una strana combinazione fa conoscenza con i genitori di Amelie. Aiutata dal suo fiuto di poliziotta e di donna, sarà Kate a trovare il bandolo di una matassa dove, a intrecciarsi, sono segreti vergognosi e colpe inconfessabili che riemergono dopo tanti anni…

Morte di un’amante

 9,00

Orrie Cather, uno degli assistenti di Wolfe, si è più volte segretamente incontrato con l’amante di un ricco uomo d’affari. Quando questa viene trovata uccisa, Orrie è il principale sospetto e viene arrestato. Wolfe, convinto da Archie e da Saul Panzer dell’innocenza di Orrie, è costretto a lavorare per scagionare il suo collaboratore. Il suo compito è reso particolarmente difficile dal fatto che nessun altro sembra avere un movente per l’omicidio.

Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (prossima uscita)

 18,60

Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti… Con “Certe fortune” torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.

Sale!

Milano rapisce

 14,90  12,70

A Milano alcune persone spariscono una dopo l’altra, senza lasciare tracce. Gli scomparsi si ritrovano in un edificio misterioso, prigionieri e isolati in diverse stanze, senza sapere il perché. L’unica cosa che ricordano è che sono state rapite e portate in quel luogo, strutturato in camere simili a celle, senza finestre. Le persone, che non hanno alcun apparente legame tra loro, vengono sequestrate una a una, nell’arco di alcuni mesi. All’interno dell’edificio non c’è modo di misurare il tempo, i cicli di giorno e notte scorrono uniformi. Unico riferimento, la cadenza dei pasti, che vengono però somministrati a intervalli irregolari. I carcerati vengono messi in relazione tra loro dal probabile sequestratore, o sequestratori, tramite un interfono, che permette soltanto contatti a due a due, con tempi e modi imprevedibili. I contatti s’incrociano e, man mano, le persone si conoscono, ma sempre e solo a coppie. A indagare sul mistero della catena di scomparse, il commissario Egidio Luponi, poliziotto “all’antica”, alla soglia della pensione, che segue il suo “fiuto” investigativo e, passo dopo passo, si mette sulle tracce del colpevole, o dei colpevoli, dei rapimenti. Sulla città, la più europea e all’avanguardia d’Italia, incombe l’ombra di un disegno criminale machiavellico, che sembra non avere fine. Chi può avere orchestrato un piano tanto perfetto, diabolico e indecifrabile? E perché?

Savant

 19,76

Hank Russel e Zach Schmulevitz, due detective della omicidi dirottati per opposti motivi alla Human law enforcement, l’unità della polizia di New York che si occupa di crimini contro gli animali, si imbattono in una indagine che cambierà per sempre il corso delle loro vite. Dall’orrore che si cela dietro la porta della suite 900 del Roosevelt Hotel, alle terre selvagge del Nord Dakota e fino in Texas, si ritroveranno faccia a faccia con un orrore primitivo e possente che pretende di essere ricomposto in un disegno al di là di ogni impaginazione.

Dieci parole per uccidere

 14,90

Il 19 gennaio, giorno della festa patronale di San Bassiano, la città di Lodi si sveglia ammantata da una spessa coltre nevosa. Un bel guaio, dato che si tratta dell’evento cittadino più atteso dell’anno e la neve rischia di rovinare la festa. Ma la neve non è l’unica emergenza a cui la Questura dovrà far fronte: nella notte, in provincia, un noto imprenditore e la moglie sono stati torturati e uccisi in maniera brutale, all’interno della loro lussuosa villa, blindata e a prova di intrusione. L’indagine è da subito indirizzata verso l’ipotesi più probabile, una rapina in villa finita male. Bande di extracomunitari dedite a rapine di questo tipo sono già state segnalate in provincia, è facile sospettare che siano gli autori anche di questo orribile delitto. Le cose, però, non sono così semplici e l’Ispettrice Luce Frambelli, guidata da un’ispirazione e da un’ostinazione tutte femminili, è decisa ad andare oltre le apparenze. Ci sono molte cose che non tornano e Luce non è disposta ad accettare la soluzione più facile, quella che consentirebbe di chiudere il caso senza troppe complicazioni. La tenacia di Luce si scontra con la svagatezza del Vicequestore Binaschi, sempre più assente e rassegnato, e con le resistenze del Dottor Rufillo, il magistrato inquirente che aspira a una carriera politica. Soprattutto, Frambelli dovrà combattere con una mentalità che vede lo straniero come il colpevole ideale, il capro espiatorio da sacrificare a prescindere. È una lotta contro i pregiudizi, nel tentativo di stabilire una verità assoluta. Sempre che questo sia possibile, perché la verità è una dea dalle molte facce e tu vedrai solo quella che ti assomiglia.

L’uomo delle castagne

 20,00

Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all’idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.

Come piante tra i sassi – Imma Tataranni e la storia sepolta

 12,00

Nella quiete sorniona di un sabato mattina, mentre Matera si prepara al rituale dello struscio pomeridiano, una telefonata raggiunge la PM Imma Tataranni: “Pensò immediatamente a Valentina, che doveva essere appena uscita da scuola e in quei giorni stava piantando una grana. Invece le dissero che avevano ucciso un ragazzo, a Nova Siri”. Il viaggio di una madre alla scoperta del mistero più insondabile: chi sono i nostri figli, cosa vogliono, che possibilità hanno oggi? Fra un marito che la ama, una suocera che la odia e una madre anziana, con il bellissimo appuntato Calogiuri sempre al suo fianco, Imma combatte il malcostume e il malaffare, vestita in completini leopardati, in una Basilicata dai paesaggi struggenti.

Maltempo – Imma Tataranni e gli inciampi del presente

 12,00

La PM Imma Tataranni non sopporta le chiacchiere, l’intuito femminile e il punto G. Un po’ Giovanna d’Arco, molto don Chisciotte, si aggira per la Basilicata in tacco dodici, intemperante più che mai, indagando su un caso che potrebbe far tremare il governo o rovinarle la carriera. Nei parchi naturali sventrati dalle compagnie petrolifere, fra maghe contadine e tramonti western, eccola in prima linea, alle prese con un marito meno sbadato di quel che sembra, un appuntato troppo attraente, una figlia e un dubbio che la arrovella: come mai fra i calanchi compare qualcuno che dovrebbe essere morto? Il ritratto in giallo di un’Italia unita con lo scotch.

L’assassinio del Commendatore. Libro secondo

 20,00

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro L’assassinio del Commendatore, vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, Idee che affiorano, avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso…

Con Metafore che si trasformano si conclude l’Assassinio del Commendatore. Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a piú di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni piú vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura.

L’assassinio del Commendatore, a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.