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Certe fortune. I casi del maresciallo Ernesto Maccadò (prossima uscita)

 18,60

Alle prime ore del 5 luglio 1928, come concordato, Gustavo Morcamazza, sensale di bestiame, si presenta a casa Piattola. Il Mario e la Marinata, marito e moglie, non avrebbero scommesso un centesimo sulla sua puntualità. Invece il Morcamazza è arrivato in quel di Ombriaco, frazione di Bellano, preciso come una disgrazia, portando sull’autocarro il toro promesso e due maiali, che non c’entrano niente ma già che era di strada… Il toro serve alla Marinata, che da qualche anno ha messo in piedi un bel giro intorno alla monta taurina: lei noleggia il toro e poi lucra sulla monta delle vacche dei vicini e sulle precedenze, perché, si sa, le prime della lista sfruttano il meglio del seme. Ma con un toro così non ci sarebbero problemi di sorta. Se non lo si ferma a bastonate è capace di ingravidare anche i muri della stalla. Almeno così lo spaccia il Morcamazza, che ha gioco facile, perché la bestia è imponente. Ma attenzione: se un animale del genere dovesse scappare, ce ne sarebbe per terrorizzare l’intero paese, chiamare i carabinieri, o solleticare il protagonismo del capo locale del Partito, tale Tartina, che certe occasioni per dimostrare di saper governare l’ordine pubblico meglio della benemerita le fiuta come un cane da tartufo. E infatti… Con “Certe fortune” torna sulla scena allestita da Andrea Vitali il maresciallo Ernesto Maccadò. Già alle prese con gli strani svenimenti della moglie Maristella, che fatica ad ambientarsi, il maresciallo deve anche destreggiarsi tra la monta taurina, la prossima inaugurazione del nuovo tiro a segno e un turista tedesco chiuso a chiave nel cesso del battello: quanto basta per impegnare a fondo la pazienza e la tenuta di nervi perfino di un santo.

Milano rapisce

 14,90

A Milano alcune persone spariscono una dopo l’altra, senza lasciare tracce. Gli scomparsi si ritrovano in un edificio misterioso, prigionieri e isolati in diverse stanze, senza sapere il perché. L’unica cosa che ricordano è che sono state rapite e portate in quel luogo, strutturato in camere simili a celle, senza finestre. Le persone, che non hanno alcun apparente legame tra loro, vengono sequestrate una a una, nell’arco di alcuni mesi. All’interno dell’edificio non c’è modo di misurare il tempo, i cicli di giorno e notte scorrono uniformi. Unico riferimento, la cadenza dei pasti, che vengono però somministrati a intervalli irregolari. I carcerati vengono messi in relazione tra loro dal probabile sequestratore, o sequestratori, tramite un interfono, che permette soltanto contatti a due a due, con tempi e modi imprevedibili. I contatti s’incrociano e, man mano, le persone si conoscono, ma sempre e solo a coppie. A indagare sul mistero della catena di scomparse, il commissario Egidio Luponi, poliziotto “all’antica”, alla soglia della pensione, che segue il suo “fiuto” investigativo e, passo dopo passo, si mette sulle tracce del colpevole, o dei colpevoli, dei rapimenti. Sulla città, la più europea e all’avanguardia d’Italia, incombe l’ombra di un disegno criminale machiavellico, che sembra non avere fine. Chi può avere orchestrato un piano tanto perfetto, diabolico e indecifrabile? E perché?

Savant

 19,76

Hank Russel e Zach Schmulevitz, due detective della omicidi dirottati per opposti motivi alla Human law enforcement, l’unità della polizia di New York che si occupa di crimini contro gli animali, si imbattono in una indagine che cambierà per sempre il corso delle loro vite. Dall’orrore che si cela dietro la porta della suite 900 del Roosevelt Hotel, alle terre selvagge del Nord Dakota e fino in Texas, si ritroveranno faccia a faccia con un orrore primitivo e possente che pretende di essere ricomposto in un disegno al di là di ogni impaginazione.

Dieci parole per uccidere

 14,90

Il 19 gennaio, giorno della festa patronale di San Bassiano, la città di Lodi si sveglia ammantata da una spessa coltre nevosa. Un bel guaio, dato che si tratta dell’evento cittadino più atteso dell’anno e la neve rischia di rovinare la festa. Ma la neve non è l’unica emergenza a cui la Questura dovrà far fronte: nella notte, in provincia, un noto imprenditore e la moglie sono stati torturati e uccisi in maniera brutale, all’interno della loro lussuosa villa, blindata e a prova di intrusione. L’indagine è da subito indirizzata verso l’ipotesi più probabile, una rapina in villa finita male. Bande di extracomunitari dedite a rapine di questo tipo sono già state segnalate in provincia, è facile sospettare che siano gli autori anche di questo orribile delitto. Le cose, però, non sono così semplici e l’Ispettrice Luce Frambelli, guidata da un’ispirazione e da un’ostinazione tutte femminili, è decisa ad andare oltre le apparenze. Ci sono molte cose che non tornano e Luce non è disposta ad accettare la soluzione più facile, quella che consentirebbe di chiudere il caso senza troppe complicazioni. La tenacia di Luce si scontra con la svagatezza del Vicequestore Binaschi, sempre più assente e rassegnato, e con le resistenze del Dottor Rufillo, il magistrato inquirente che aspira a una carriera politica. Soprattutto, Frambelli dovrà combattere con una mentalità che vede lo straniero come il colpevole ideale, il capro espiatorio da sacrificare a prescindere. È una lotta contro i pregiudizi, nel tentativo di stabilire una verità assoluta. Sempre che questo sia possibile, perché la verità è una dea dalle molte facce e tu vedrai solo quella che ti assomiglia.

L’uomo delle castagne

 20,00

Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all’idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.

La casa che mi porta via

 17,00

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell’aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l’amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze! Una storia intensa tra Anna dai capelli rossi e La sposa cadavere, con una protagonista coraggiosa che, a forza di scavalcare gli “steccati” imposti dalle circostanze, riesce a costruirsi una vita tutta sua.

Come piante tra i sassi – Imma Tataranni e la storia sepolta

 12,00

Nella quiete sorniona di un sabato mattina, mentre Matera si prepara al rituale dello struscio pomeridiano, una telefonata raggiunge la PM Imma Tataranni: “Pensò immediatamente a Valentina, che doveva essere appena uscita da scuola e in quei giorni stava piantando una grana. Invece le dissero che avevano ucciso un ragazzo, a Nova Siri”. Il viaggio di una madre alla scoperta del mistero più insondabile: chi sono i nostri figli, cosa vogliono, che possibilità hanno oggi? Fra un marito che la ama, una suocera che la odia e una madre anziana, con il bellissimo appuntato Calogiuri sempre al suo fianco, Imma combatte il malcostume e il malaffare, vestita in completini leopardati, in una Basilicata dai paesaggi struggenti.

Maltempo – Imma Tataranni e gli inciampi del presente

 12,00

La PM Imma Tataranni non sopporta le chiacchiere, l’intuito femminile e il punto G. Un po’ Giovanna d’Arco, molto don Chisciotte, si aggira per la Basilicata in tacco dodici, intemperante più che mai, indagando su un caso che potrebbe far tremare il governo o rovinarle la carriera. Nei parchi naturali sventrati dalle compagnie petrolifere, fra maghe contadine e tramonti western, eccola in prima linea, alle prese con un marito meno sbadato di quel che sembra, un appuntato troppo attraente, una figlia e un dubbio che la arrovella: come mai fra i calanchi compare qualcuno che dovrebbe essere morto? Il ritratto in giallo di un’Italia unita con lo scotch.

L’assassinio del Commendatore. Libro secondo

 20,00

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro L’assassinio del Commendatore, vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, Idee che affiorano, avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso…

Con Metafore che si trasformano si conclude l’Assassinio del Commendatore. Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a piú di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni piú vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura.

L’assassinio del Commendatore, a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

Rione serra venerdì

 17,50

Il quartiere Serra Venerdì fu progettato per ricollocarvi gli abitanti dei Sassi dopo l’esodo forzato degli anni ’50. Ma le utopie degli urbanisti si sono scontrate con la realtà, e Serra Venerdì è diventata Rione Apache. L’omicidio di una compagna di scuola di Imma, seguito da altri sconcertanti avvenimenti, punta il dito sulle fratture mai sanate di una Storia che sembra passare sempre sulla testa dei più deboli, e di una modernità indossata come un vestito troppo stretto. Ma certe cose, la Tataranni non le sopporta! Con l’immancabile tacco dodici percorre la Basilicata in lungo e in largo per ricostruire un episodio di cui si è perso il ricordo, lasciandosi stregare dai paesaggi e ritrovandosi a fare i conti con i propri lati oscuri. Ma questa volta la dottoressa rischia di perdere quanto ha di più caro. E forse c’è lo zampino del bel maresciallo Calogiuri…

Animali nel buio

 19,50

Sono passati due anni e Peter Lindgren e la criminologa Hanne Lagerlind-Schon vivono ormai alla luce del sole la loro storia d’amore, nonostante la malattia che si mangia uno alla volta i ricordi della donna. Un cold case li vede di nuovo lavorare insieme. Dieci anni prima, un gruppo di adolescenti si è imbattuto nel cadavere di una ragazzina mai identificata. Da allora la comunità di Ormberg, un paese sperduto nel nulla messo in ginocchio dalla disoccupazione, ha cercato di dimenticare. Come Malin, la poliziotta che affianca Peter e Hanne nelle indagini. E’ stata lei, al tempo, a rinvenire ciò che restava del corpo. Poi ha lasciato tutto e cambiato vita, ma non è stato abbastanza: il passato non fa che tornare. E’ dicembre e la neve ha cominciato a cadere su Ormberg, quando Hanne viene ritrovata nei boschi piena di lividi, incapace di ricordare ciò che è successo. E Peter è sparito nel nulla. Scoperti, poco dopo, i resti di una nuova vittima, Malin non ha più dubbi: il rapimento di Hanne, la scomparsa di Peter e i due corpi sono collegati. Ma come? Forse la risposta è nel diario su cui Hanne ha annotato meticolosamente l’indagine, nel tentativo di arginare la perdita della memoria. Ma il taccuino l’ha preso Jake, un ragazzino costretto a nascondere la propria vera natura. Senza il suo aiuto, né Malin né Hanne potranno arrivare alla verità.

Proletkult

 18,50

Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1927. Una giovane dall’aspetto androgino si presenta al celebre scienziato e romanziere di fantascienza Alexandr Malinovskij, detto Bogdanov, ex amico di Lenin poi caduto in disgrazia, sostenendo di arrivare da un lontano pianeta, Nacun, dove il socialismo si è pienamente realizzato. Lì sarebbe stata concepita da un’aliena e da un vecchio compagno di Bogdanov, Leonid, di cui si sono perse le tracce. La ragazza dice di essere sulla Terra in missione per conto del suo popolo, e di voler cogliere l’occasione per ritrovare il padre, che i nacuniani hanno prima rapito poi riportato a casa. Lo scienziato la classifica come schizofrenica, ma decide lo stesso di aiutarla a cercare Leonid. Tra mille peripezie, nel classico stile di Wu Ming, la storia condurrà a un finale sorprendente, raccontando nel frattempo quegli anni di scontri e di trasformazione radicale del mondo.

Esaurito

Il sogno di volare

 13,00

In una Bologna che non è più la stessa, un assassino fa giustizia da sé di fronte all’ingiustizia che vede. A combatterlo c’è solo lei. Grazia Negro. Anche lei non è più la stessa. E di assassini seriali non vorrebbe più sentir parlare. Il romanzo della rabbia di oggi. Assoluta e senza rimedio. Il romanzo dei sentimenti, delle solitudini, dell’incertezza di oggi.

Esaurito

Amok. Le stragi dell’odio

 19,50

Li chiamano “rampage killer”, dove rampage sta per una furia improvvisa, un’esplosione letale. Parliamo di assassini che uccidono più persone insieme, utilizzando armi da fuoco, esplosivi, incendi, ma anche veicoli lanciati contro vittime innocenti. Le stragi possono avvenire sul posto di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e nei locali pubblici, per motivi religiosi, politici, razziali. E il filo conduttore è sempre uno: l’odio. Se in tutto il mondo il numero complessivo degli omicidi sembra diminuire, non accade così per gli hate crimes, delitti commessi contro persone discriminate in base all’appartenenza, vera o presunta, a un gruppo sociale. Ad alimentare l’odio e innescare la furia omicida sono i pregiudizi legati al sesso, all’etnia, alla lingua, alla nazionalità, all’aspetto fisico, alla religione, all’identità di genere, all’orientamento sessuale e alla presenza di disabilità. Gli autori alternano la ricostruzione di eventi drammatici e il profilo dei criminali responsabili a un’analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato la comparsa e decretato il terribile successo. Non più serial killer. Sono loro i mostri del ventunesimo secolo, i rampage killer, gli assassini che in preda a un furore incontrollabile, compiono stragi con una frequenza mai vista.

Zona franca

 11,00

L’alba di Milano è un preludio che dura un amen. È il nanosecondo che anticipa il colpo dello starter, è un soffio di tempo tra l’immobilità della notte inoltrata e il sorgere del sole. E proprio poco prima di quell’amen, qualcuno uccide Luigi Pecchi detto Gigi Sciagura, un ottuagenario stralunato e inoffensivo che predica in giro per Milano la necessità di abbattere il Duomo. Ma chi ha deciso di farlo fuori con tre proiettili parabellum sparati da una pistola da guerra? Davvero quell’imprenditore edile contro cui Sciagura lancia i suoi strali? Oppure i parenti interessati a ereditare la casa di via Padova? Oppure ancora un misterioso personaggio che con Sciagura ha condiviso l’adolescenza e il primo amore durante la Guerra? O forse qualcuno che voleva impossessarsi del suo misterioso tesoro? A tutte queste domande dovrà dare una risposta il commissario Micuzzi, investigatore pigro e smemorato, silurato dalla Questura e parcheggiato per punizione al commissariato Città Studi. Fra le rinnovate avances della ex moglie, un brutale pestaggio di un’amica giornalista, l’incontro con una simpatica danzatrice, morti sul lavoro e traffico di stupefacenti, il commissario Micuzzi conduce personaggi e lettori alla scoperta di una Milano popolare e multietnica che brulica incessante lungo i marciapiedi di via Padova.

Navi a perdere

 10,00

“L’idea è più o meno questa, che qualcuno prenda una nave, la carichi di robaccia più o meno dichiarata (meglio meno), la porti a fare un giro in mare e poi simuli un naufragio. La nave cola a picco con tutto il suo carico più o meno (ma sempre meglio meno) dichiarato, ed ecco fatto. Tra l’altro, a giocarsela bene, magari si intascano anche i soldi dell’assicurazione”. Nel 1990 la motonave Jolly Rosso si arena su una costa della Calabria. Avaria all’interno della stiva è la versione ufficiale. Ma come si spiega che la falla da cui è entrata l’acqua pare realizzata con la fiamma ossidrica? Come mai dei venticinque container solo venti vengono recuperati? E i camion che arrivano di notte e spariscono verso l’Aspromonte? Nel 1995 Natale De Grazia, capitano di corvetta che sta indagando sul caso per conto della procura di Reggio, muore a trentotto anni dopo aver bevuto un caffè in un bar di La Spezia. Arresto cardiaco, dice il referto del medico legale. Eppure De Grazia era in ottima salute. Ma quella della Jolly Rosso non è una vicenda isolata. Romanzo-inchiesta avvincente come un giallo, Navi a perdere rintraccia un filo rosso che parte dagli anni Ottanta, passa per Ilaria Alpi, assassinata in seguito alla scoperta di un traffico di rifiuti tossici in Somalia, e arriva fino a oggi, quando i nostri mari e il sottosuolo della nostra terra sono ormai diventati discariche abusive di scorie, e le prove per dimostrarlo sembrano non emergere mai.

La morte nomade. Yeruldelgger

 18,50

Stremato da anni di lotta inutile contro la criminalità, l’incorruttibile commissario Yeruldelgger ha lasciato la polizia di Ulan Bator. Piantata la sua yurta nell’immensità del deserto del Gobi, ha deciso di ritornare alle tradizioni dei suoi antenati. Ma il suo ritiro sarà breve. Suo malgrado, ben presto Yeruldelgger si ritrova alla testa di una sorta di improbabile armata Brancaleone: Tsetseg che cerca la figlia rapita, alcuni pittori girovaghi, un bambino che scava nelle miniere e Guerlei, un’irascibile poliziotta che nei momenti di confusione sale sul tettuccio di un fuoristrada per sparare in aria. La scalcagnata compagnia attraversa la steppa per raggiungere un nadaam, festività nazionale dove Yeruldelgger vuole gareggiare con l’arco. Durante la lenta cavalcata, però, l’ex commissario s’imbatte in una serie di omicidi, tutti perpetrati secondo un antico rituale. Sventrata dalle multinazionali, sfruttata dagli affaristi, rovinata dalla corruzione, la Mongolia dei nomadi e degli sciamani sembra aver venduto l’anima al diavolo. Yeruldelgger verrà coinvolto in un’avventura ancora più sanguinosa del solito, con un nuovo nemico da fronteggiare e nuovi scenari da scandagliare. Dalle aride steppe asiatiche al cuore di Manhattan, dal Canada all’Australia, Manook fa soffiare su queste pagine un vento più nero e selvaggio che mai. Terzo e ultimo capitolo della trilogia del commissario Yeruldelgger, La morte nomade lascerà i lettori a bocca aperta.

Tempi selvaggi. Yeruldelgger

 18,50

E’ inverno inoltrato. La Mongolia è stretta nella morsa del gelo, la steppa è spazzata da tormente di neve, la temperatura scende a trenta sotto zero… Il corpo di un uomo viene trovato nel crepaccio di un dirupo. Nel frattempo, in un albergo di Ulan Bator, viene assassinata la prostituta Colette, delitto di cui è accusato proprio il commissario Yeruldelgger, che però riesce a dimostrare di essere caduto in un tranello. E poi c’è il caso del figlio di Colette, che è scomparso. Yeruldelgger scopre l’esistenza di un traffico clandestino di bambini mandati in Europa, soprattutto in Francia, per alimentare con i loro furti i guadagni di una rete criminale. Mentre il commissario, sulle tracce del bambino, spinge le sue indagini fino in Russia, l’ispettrice Oyun ha a che fare con un gruppo di militari corrotti, che sono all’origine degli strani omicidi nella steppa. Su tutta la vicenda, e soprattutto nel tranello teso a Yeruldelgger, aleggia la figura del suo nemico mortale, Erdenbat, il quale sembra partecipare a una guerra tra i servizi segreti mongoli e alcuni generali dell’esercito. E intanto, su uno sfondo di corruzione e lotta per la conquista del potere politico, la neve continua a cadere…

Il libraio magico

 15,00

Questa è la storia di un libraio magico capace di esaudire i desideri di ogni lettore. Lui trova sempre il libro perfetto per ognuno e riesce a rendere felice chiunque ami i libri. Tra gli scaffali scova volumi fantastici e speciali come quelli che possono essere letti solo al chiaro di luna, oppure fatti apposta per gli innamorati, manuali per far crescere libri sugli alberi, storie straordinarie su una biblioteca sommersa, un mentalista bibliofilo, su un villaggio in cui piovono libri o un emozionante giro del mondo, e molto altro ancora. È la storia di una libreria piena di meraviglie per chi vuole esplorare nuovi orizzonti e idee che cambiano la vita. Per chi cerca tra le pagine un sogno o una risposta. Per chi è convinto che i libri aiutino a vivere meglio.

Solo una parola

Venezia, 1938. Roberto è un bambino normale, o almeno così ha sempre creduto. Finché le persone intorno non cominciano a fargli notare che non è come tutti gli altri, perché lui ha gli occhiali. E forse è meglio che non si facciano vedere in sua compagnia. E forse è meglio che cambi scuola, che vada in una scuola per soli bambini con gli occhiali… Un meccanismo semplice ma disumano, così simile a quello che è stato alla base della persecuzione e dello sterminio degli ebrei, e così simile a molti pregiudizi ancora oggi vivi nella nostra società. Prendendo spunto dalla storia vera di Roberto Bassi, bambino ebreo espulso dalla sua scuola elementare, raccontata nel documentario di Giorgio Treves “1938 – Diversi”, prodotto da Tangram Film, Matteo Corradini scrive un racconto dalla grande forza simbolica interpretata magistralmente dalle illustrazioni di Sonia Cucculelli. Nella parte conclusiva del libro, l’autore racconta ai ragazzi, immaginando le loro domande, che cosa sono state le leggi razziali e quali effetti hanno avuto sull’Italia di ottant’anni fa.

Età di lettura: da 10 anni.

Il sapore del sangue

 18,00

Un uomo esce dal cancello del carcere di Bollate. Solo, senza nessuno che lo aspetti. Si chiama Sasà, e dopo sei anni di galera può finalmente guardare il cielo da uomo libero. Decide di tornare a casa a piedi. Casa è, per lui, Quarto Oggiaro. Ha un piano e pochi giorni per metterlo in pratica. Recuperare il denaro che ha nascosto prima dell’arresto, prendere sua moglie e sua figlia e volatilizzarsi, prima che qualcuno – magari qualche suo vecchio «amico» – lo faccia sparire dalla faccia della terra. Perché Sasà non sarebbe dovuto neppure uscire dal carcere. Nel suo passato ci sono traffici di droga, omicidi efferati, violenze e ricatti. Insomma, Sasà era destinato a una pena di almeno trent’anni. Come ha potuto uscire di galera così presto e «legalmente»? È quello che, come al solito controvoglia, l’ispettore Ferraro dovrà scoprire. A indirizzare le sue indagini ci ha pensato una telefonata di Augusto Lanza. Il suo ex collega è convinto che qualcosa di grosso stia per succedere. Per Ferraro si prospetta una disperata, quanto indesiderata, corsa contro il tempo. Prima che Sasà venga di nuovo attirato dal sapore del sangue. Al quale non ha mai saputo resistere.

Con la morte non si tratta

 12,00

Una rapina sulla Statale Carlo Felice, in Sardegna: uno dei banditi viene ferito e arrestato, ma non parla. I suoi complici dividono il bottino. Sono passati diversi anni, quell’uomo è ancora in galera. Suo figlio, un tossicodipendente, è scomparso. Forse è partito per l’isola, alla ricerca dei complici di quel colpo miliardario. Su incarico dell’avvocato del padre la sua amica Gina Aliprandi, Bacci Pagano inforca la sua vecchia Vespa 200 PX color amaranto e parte per la Sardegna. A Tertenia sarà ospite di Virgilio Loi, il secondino che l’ha salvato quando era in carcere per terrorismo. Forse in Sardegna quella storia l’hanno dimenticata, forse non sta succedendo nulla. Forse quel soggiorno in riva al mare sarà solo una pausa riposante. Forse sarà una vacanza meravigliosa, perché potrebbe raggiungerlo Aglaja, sua figlia diciottenne: la ragazza rifiuta di vederlo da dieci anni, da quando Bacci si è dolorosamente separato da Clara, la sua ex moglie. O forse sarà una delle solite pericolose indagini di Bacci Pagano.

Il covo di Lambrate. Il commissario Lorenzi e il prigioniero scomparso

 14,90

Le truppe Alleate sbarcano in Sicilia per liberare l’Italia dal dominio nazifascista. Il soldato semplice Roger Miller, della seconda brigata canadese, sbarca sulla costa dell’Ambra e combatte nella zona di Pachino. Pochi giorni dopo partecipa alla liberazione di Agira, paese dell’entroterra siciliano. Durante un momento di riposo, segnato dalla festa per la liberazione della città, incontra una giovane e bellissima contadina siciliana, Concetta Lauria. L’amore li sorprende in tempo di guerra, dove il confine tra la vita e la morte è dato dal soffio della casualità.

SICILIA & MILANO 2010. Concetta Lauria ormai anziana, incarica un noto ed esperto docente di storia, il professore Moreno Palermo, di cercare notizie di quel giovane soldato canadese, disperso sul fronte italiano nel 1944, e del quale non ha saputo più nulla. Roger Miller ha lasciato un segno indelebile nel cuore di Concetta, lasciandole il dono di una bella bambina, Stella, nata nel 1944, e un’enorme nostalgia mai sopita. Sentendo avvicinarsi la fine della propria esistenza la donna vuole scoprire la verità sulla sorte di Roger. Sara, nipote di Concetta, dalla carnagione e dai lineamenti che ricordano Miller, segue il professor Palermo nella ricerca della verità. Seguendo le tracce del soldato fino in Toscana, e grazie all’aiuto di un sito che svela i segreti nascosti del regime e porta alla luce la presenza di centinaia di campi di prigionia fascisti, lo studioso arriverà ad individuare nelle campagne del sud-est milanese la presenza di luoghi dove sono stati segregati, come schiavi nei campi, molti prigionieri canadesi, in aziende agricole fedeli al regime.

Saranno il commissario Lorenzi e i suoi uomini, con il prezioso aiuto di Cristina giornalista di Radio Popolare e della sua assistente Marta Jovine, a trovare la soluzione al caso scavando nei momenti più bui e putridi della storia del nostro Paese al momento della caduta del regime fascista, quando anche i neri più convinti cambiarono casacca pur di salvarsi dal prezzo che dovevano pagare all’Italia libera e democratica.

Le voci dell’acqua

 16,00

Le voci dell’acqua è la prima graphic novel di Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog, uno dei maestri assoluti del fumetto italiano e mondiale. Un autore di culto per milioni di lettori, che firma, per “Feltrinelli Comics”, un autentico evento editoriale. In quest’opera tornano i sogni e gli incubi, le passioni e le ossessioni dei classici di Sclavi, con un nuovo respiro narrativo.  Stravos, il protagonista, si muove all’interno di una città oscura e inquietante, tormentato da misteriose voci, forse segno della sua pazzia. O forse di una pazzia più grande, collettiva, che contagia tutti i personaggi che circondano Stravos. La soluzione arriverà in un finale sorprendente e spiazzante.  A illustrare la trama originale, sceneggiata da Tiziano Sclavi, è uno dei disegnatori italiani più importanti emersi nell’ultimo decennio, affermatosi anche sulla scena internazionale: Werther Dell’Edera. Le voci dell’acqua è una graphic novel visionaria e avvincente, ironica e commovente, intimista e spettacolare, destinata a lasciare il segno nella storia del fumetto.

Un piede in due scarpe

 12,00

Il dottor Luzi, psicologo quarantenne, riceve in studio una ragazza dai capelli rossi, Teresa, che confessa di voler uccidere il proprio amante, Luca. E mentre le celebrazioni per i cinquecento anni dalla scoperta dell’America animano Genova, l’omicidio del ragazzo sconvolge le vite di un gruppo d’inseparabili amici. I sospetti ricadono ovviamente su Teresa, ma il commissario Ingravallo e Luzi stesso, profondamente convinti dell’innocenza della ragazza, rovesceranno una soluzione troppo semplice, data dalla verità di comodo.

Luce perfetta

 13,00

Cristian è intraprendente e deciso, “uno di quegli uomini che, a certe donne particolarmente intuitive, fanno l’effetto di parlare anche quando tacciono”. Maddalena è altrettanto tenace, e ha dalla sua la forza di saper immaginare e insieme difendere – il proprio futuro. Sarebbero perfetti l’uno per l’altra, se il loro destino comune non avesse il nome di Domenico. Il sentimento che lega Domenico a Cristian “da un punto di vista della linea parentale genetica non ha nessun valore, ma da quello della linea parentale affettiva è quanto basta per dare senso a una vita intera”. Anche se hanno cognomi diversi, infatti, i due ragazzi crescono come fratelli. E quando – passati i furori dell’adolescenza – Nuoro si organizza per apparecchiare la festa di fidanzamento di Domenico e Maddalena (nel frattempo rimasta incinta), diventa chiaro a tutti che per Cristian non c’è più spazio. Se non fosse che lui è un Chironi, appartiene cioè a una famiglia “sempre caduta in piedi, perché il suo destino è di sembrare lì lì per precipitare, ma poi questo non accade mai”. Tanto che quando si mette in mezzo Mimmíu – padre di Domenico, zio adottivo di Cristian – diventa evidente che la stirpe dei Chironi è troppo ingombrante per poter essere tollerata. Del resto “non si conosce veramente qualcuno finché non lo si può paragonare a se stessi”…

La mattanza

 12,00

Dall’uccisione del giornalista Mario Francese alle figure di Totò Riina, Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano, Salvo Lima e Vito Ciancimino, dai personaggi femminili di Francesca Morvillo e Ninetta Bagarella alla guerra dei Corleonesi, dalle morti di Boris Giuliano, Cesare Terranova, Pio La Torre, Rocco Chinnici e Carlo Alberto Dalla Chiesa alla strage di Ciaculli. E poi la nascita del pool antimafia, la stagione dei pentiti al maxiprocesso, le stragi di Capaci e di via D’Amelio, il 41-bis, la morte di don Pino Puglisi, la trattativa Stato-mafia… Carlo Lucarelli analizza le fasi della tragica “mattanza” che la mafia ha prodotto dagli anni Settanta fino a oggi, quando, lungi dall’essere stata debellata, è diventata un fenomeno meno visibile, ma non per questo meno feroce. Un rigoroso lavoro sulla memoria che costruisce una storia della mafia originale e coinvolgente.

L’estate torbida

 12,00

“Tutta una famiglia uccisa a bastonate”. Nella campagna romagnola si consuma un delitto di rara e selvaggia crudeltà, perfino per quel periodo dell’immediato dopoguerra, nello sconvolgimento della prima estate senza fascismo, che non dovrebbe essere cosi torbida, invece lo è. La guerra è finita e il commissario De Luca, appena epurato dai ranghi, è ricercato. Il suo nome è nella lista dei criminali fascisti, nonostante lui avesse lasciato la polizia politica per rientrare nella pubblica sicurezza. Mentre fugge verso sud viene riconosciuto da un giovane brigadiere che, invece di denunciarlo, lo coinvolge nell’inchiesta per risolvere questo caso davvero efferato. Certo, De Luca può essere utile, grazie alla sua conoscenza del passato. Un passato che proprio non si rassegna a morire.

Propulsioni di improbabilità

 14,90

“‘Propulsioni d’improbabilità’ è un’antologia di fantascienza sia contingente che siderale, sia quotidiana che assoluta, che non scende a patti con il realismo (per nulla disprezzato) anche quando lo tocca da vicino. È per sua natura improbabile, ed è amica della patafisica, «scienza delle soluzioni immaginarie». I racconti che leggerete hanno legami invisibili tra loro che non sono stati mai voluti né decisi: lunghi e brevi, più o meno narrativi, immediatamente fantascientifici o più duri da scavare nel loro guscio fantastico, tutti i racconti esorcizzano tensioni narrative sottostanti, rivelano politiche, muovono critiche sociali, attraversano disturbi e ossessioni, mettono sul piatto felicità malinconiche o illuminate, psicologie pubbliche e oscurità private, timori storici e paranoie Non resta che lasciarli parlare.” (dalla prefazione di Giorgio Majer Gatti)

 

Il codice di Giuda

 17,00
«Sono due facce della stessa moneta maledetta, la moneta del male. Caino e Giuda sono l’emblema del male assoluto, dell’uomo che commette il peggiore dei peccati: togliere la vita a un altro uomo e toglierla a se stesso».

Milano, marzo 2018. Il corpo di un sacerdote appeso a una trave, un sacchetto con trenta monete, uno scritto che richiama il Vangelo apocrifo di Giuda e una catena di delitti inquietanti sotto la Madonnina. Per fare luce su una scia di sangue e orrori il commissario Ardigò, il predatore di assassini, dovrà ricorrere a tutto il suo acume e appoggiarsi all’intelletto di uno psichiatra uxoricida che lui stesso ha fatto rinchiudere nei raggi di San Vittore. Una mente crudele e lucida che lo condurrà sulle tracce di un assassino che uccide interpretando il Vangelo più scomodo e difficile da accettare, quello che ribalta la figura del traditore Giuda trasformandolo in martire.