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Bad Panda, l’istinto del lupo

 15,00

Mercoledì 20 marzo l’autore Luca Bonisoli sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri insieme a Piergiorgio Pulixi per parlarci dei suoi romanzi a Libri in diretta!

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In una caldissima estate il corpo di una ragazza viene ritrovato in un container nella periferia milanese. L’inchiesta è affidata all’ispettore Agatino M., detto anche Bad Panda, poliziotto siciliano con un passato oscuro, trapiantato nel capoluogo lombardo. Agatino vive da anni sul filo del rasoio, a cavallo tra normalità e follia, alternando lunghi momenti di lucidità a brevi “assenze”, abitate dal lupo e altre visioni. Questa indagine, che lo coinvolgerà da vicino, lo farà precipitare “dall’altra parte dello specchio”, e le conseguenze saranno irrimediabili. Un romanzo forte, e un protagonista difficile da dimenticare

L’altra metà della notte. Bologna non uccide

 15,00

Sabato 16 marzo l’autore Fabio Mundadori sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci dei suoi romanzi a Libri a Colazione.

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2 Agosto 1980. Un attentato terroristico distrugge un’ala della stazione centrale di Bologna, decine di persone incontrano la morte, molte di più vengono solo sfiorate dal suo tocco, ma non per questo ne restano meno segnate. Oggi. A Bologna una serie di morti inquietanti colora la cronaca di sangue. Sarà il commissario Naldi, vero e proprio mito tra le forze dell’ordine, a dover cercare nel passato delle vittime il filo rosso che tiene unite le loro morti. Ciò che scoprirà? Sopravvivere alla morte non sempre rende migliori.

Ombre di vetro. Bologna non muore mai

 14,00

Sabato 16 marzo l’autore Fabio Mundadori sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci dei suoi romanzi a Libri a Colazione.

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Qualcosa di regalato. Qualcosa di smarrito. Qualcosa che non verrà mai restituito. 1986. In una Bologna ancora segnata dalle stragi, un killer seriale sfida la polizia e il giovane ispettore Naldi uccidendo secondo il proprio feroce rituale. Oggi. Mammana è tornato. O forse no.Toccherà di nuovo a Cesare Naldi indagare, fino a dipanare un rebus dalla soluzione raccapricciante.

Akiko. Anima spezzata

 14,90

Giovedì 14 marzo l’autrice Michela Cavaliere sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci del suo ultimo romanzo a Libri in diretta.

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Anno 2030, Kyoto. Akiko, maestra di arti marziali e figlia dello spirito del Tempo, rinasce richiamata da energie maligne che bramano il controllo sul mondo. Ma la sua anima è divisa in tre, lei è debole e non ha memoria di chi è stata in passato. Basterà l’amore di un antico guerriero a risvegliarla o dovrà cercare Sashimasu, la sua temibile catena, sepolta nell’antico monastero del drago Ichiban? In un mondo ipertecnologico, le leggende dimenticate riprendono vita per l’ultima, decisiva, battaglia!

Il grande Ted

 14,00

Mercoledì 13 marzo l’autore Davide Cattaneo sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci del suo ultimo romanzo a Libri in diretta!

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Un ragazzo si trova a fare i conti con sé stesso all’alba dei trenta. Pieno d’odio, rabbia e livore. Vessato e bullizzato a scuola e sul lavoro. Incapace di emozionarsi per tutto ciò che riempie la vita della gente comune. Sottoposto a pressioni economiche, infelice e sconfitto, sogna di cambiare vita: diventare un grande scrittore sulle orme di Bukowski e Fante. Con un realismo quasi esasperato e un linguaggio crudo David Bandini ci conduce dentro Il Grande Ted: quando il protagonista scopre Ted Kaczynski e il suo “Manifesto” pensa di aver trovato la strada per la libertà. Libertà dall’oppressione del lavoro, dagli obblighi sociali, dalla morale comune e dal controllo ossessivo della persona, con cui il mondo dei social ci rende schiavi. Come raggiungerla? Attraverso una vendetta violenta e dissennata. Attraverso la libertà di calare personalmente il sipario.

Il sentiero del diavolo

 17,50

Sabato 9 marzo l’autrice Eugenia Rico sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci del suo ultimo romanzo a Libri a Colazione.

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Spagna, XVII secolo. Una ragazzina indifesa subisce continuamente abusi dal padre. Stanca della sua impotenza, inizia un cammino di riscatto di sé, attraverso comportamenti stravaganti che la portano a parlare con i lupi e a imparare l’uso medicinale delle erbe, diventando a poco a poco potente e temuta come una strega all’interno della sua comunità tra le misteriose foreste della Galizia. Nel frattempo, l’inquisitore Alonso de Salazar viene inviato nei luoghi dove si ritiene sia concentrata la pratica della stregoneria ma, una volta giunto lì, si rende conto della follia e della barbarie che dominano la persecuzione di migliaia di donne e uomini innocenti. Scriverà perciò un libro – che sarebbe diventato uno dei libri più letti della storia – e che riuscì a fermare l’orrore della caccia alle streghe prima in Spagna e poi nel resto d’Europa, salvando dalla morte almeno un milione di persone. Da questi due personaggi, oggi dimenticati, Eugenia Rico intesse un romanzo affascinante in cui far emergere la doppia anima della Spagna, quella oscura e quella illuminata, in un viaggio spazio-temporale attraverso i luoghi e le storie che hanno cambiato per sempre la storia della stregoneria e del suo paese

Il rumeno di Porta Venezia. Milano, la prima indagine della magliaia Delia

 14,90

Sabato 2 marzo l’autore Mauro Biagini sarà ospite al Covo della Ladra – Ladra di Libri per parlarci del suo ultimo romanzo a Libri a Colazione.

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Milano, quartiere di Porta Venezia. Un microcosmo multietnico dove convivono borghesi e nullafacenti, giovani creativi da ogni parte del mondo e vecchi milanesi. La quotidianità viene sconvolta da un omicidio. È quello di Raffaele Caracciolo, ricco titolare di una galleria d’arte, il cui cadavere viene trovato dalla domestica un lunedì mattina nella cucina del suo lussuoso attico. Le indagini sono affidate al commissario Attilio Masini, uomo malinconico e solitario, che al di fuori del lavoro cerca conforto in Schopenhauer e nella musica della West Coast americana anni ’70. Ma la vera investigatrice diviene ben presto lei: si chiama Delia ed è una vecchia e bizzarra magliaia che trascorre ogni giornata fino a tarda notte nel suo laboratorio di via Lecco, per lo più seduta fuori, sul marciapiede, su una sedia tutta sgangherata. Lavorando a maglia, chiacchierando con chiunque e osservando tutto e tutti. Il suo fedele compagno è il meticcio Andy. Se il cagnetto ringhia a qualcuno, non c’è da fidarsi. Perché, secondo Delia, “i cani non sbagliano mai”. Il “caso Caracciolo” sembra già risolto in partenza. L’uomo ospitava da tempo un giovane rumeno nullafacente, un certo Adrian Stoicu, e ora il ragazzo risulta irreperibile. Per tutti l’assassino non può essere che lui. Solo Delia non riesce a credere a questa ipotesi. Lei conosceva bene non solo la vittima, ma si era conquistata anche la fiducia del ragazzo rumeno, che sotto la scorza da bullo del quartiere le aveva dimostrato di possedere un animo gentile e sensibile. E poi, ora che il gallerista d’arte gli stava dando un aiuto

Il fuoco e la polvere

 17,50

Era il bandito più famoso di quelle terre. Lo avrebbero seguito tutti all’inferno. Perché la libertà si paga con la vita. 1862, tempi duri in Maremma. Mentre la guerra civile impazza e le giubbe rosse di Garibaldi sbarcano al centro e al sud, il Capitano Bosco aiuta i mezzadri in lotta contro i padroni. Per molti è un eroe. Ma per l’uomo con la bombetta è un pericoloso avversario, il potente politico sta infatti cacciando i contadini dalle terre per costruire la ferrovia, mascherando i suoi loschi affari in nome dell’Unità d’Italia. Forte dell’appoggio del nuovo Stato voluto dai Savoia, rapisce la bella Elena, giovane donna di cui è innamorato il Capitano Bosco, e scatena contro di lui un esercito di militari e la ferocia del sanguinario criminale Enrico Stoppa. Tra inseguimenti nelle foreste a picco sul mare, Bosco trova sulla sua strada un’improbabile banda di compagni d’avventure: un ex schiavo proveniente dalle colonie eritree; un esperto di esplosivi; un misterioso samurai arrivato in Occidente con il circo; un anziano colonnello tiratore scelto e un ragazzino scampato al massacro della sua famiglia. Insieme a loro, Bosco darà l’assalto finale al potere che vuole distruggere le sue terre selvagge.

Oltre il bosco

 17,00

Alice non ha mai avuto una casa. Da sempre, lei e la madre Ella sono perennemente in fuga, perennemente in cerca di qualcuno che le ospiti per sfuggire alla sfortuna nera che le perseguita. Sullo sfondo la figura affascinante della nonna, Althea Proserpine, che Alice non ha mai conosciuto e che Ella non vuole nemmeno nominare: misteriosa e seducente autrice di una raccolta di racconti neri fuori catalogo ma ricercatissimi dai collezionisti, vive da anni reclusa ad Hazel Wood, una villa celata in mezzo a un bosco ignoto, sfuggendo alla curiosità dei fan. Quando Ella viene rapita, ad Alice non resta che andare alla disperata ricerca di dove sia Hazel Wood.

Il bambino sulla spiaggia

 18,50

«Quando avete visto la fotografia di quel bambino, il mio caro nipote Alan, morto su una costa lontana, siete diventati parte della nostra famiglia. Avete condiviso il nostro orrore, il nostro strazio, il nostro shock e la nostra indignazione. Avreste voluto salvarlo, ma sapevate che era troppo tardi. Nel vostro dolore avete teso le braccia, e così facendo mi avete preso la mano attiran?domi a voi. Mi avete aiutato a non affogare. Ora i nostri destini sono intrecciati. Ora siamo tutti una sola famiglia.» Quel 2 settembre 2015 la realtà della crisi umanitaria siriana si è imposta come una deflagrazione, dopo anni di quasi totale indifferenza. Aveva solo tre anni, Alan, e insieme alla famiglia cercava rifugio da una lunga e insensata guerra. Indossava la maglietta rossa che le mamme mettono ai loro bambini perché è il colore che si nota di più in mezzo al mare, in caso di naufragio. Ma non c’è rosso che tenga agli occhi di chi non vuol vedere. Anche Tima, la zia di Alan, ha visto la foto del nipote sui media, dalla sua casa di Vancouver, in Canada. Nello stesso naufragio ha perso anche Ghalib, fratello di Alan, e la cognata. Ma a differenza del mondo, lei non aveva bisogno di una foto per scoprire l’inferno, lo aveva già vissuto. Indipendente e determinata, Tima si è trasferita da sola in Canada poco più che ventenne, ma la guerra, quando scoppia, raggiunge anche lei: impossibile non preoccuparsi per i suoi cari, alcuni rimasti in Siria, altri divenuti profughi. Tima fa di tutto per aiutarli a espatriare, o perlomeno a sopravvivere. Dai giardini profumati di gelsomino di Damasco alle strade di Aleppo devastate dalla guerra, dai campi profughi in Turchia al Canada, una storia per capire cosa costringe un padre e una madre, intrappolati tra la casa a cui non possono tornare e la salvezza in Paesi che li rifiutano, a esporre i propri figli a pericoli inenarrabili per trovare finalmente un porto sicuro

Sogni e mostri di divinità

 14,50

La trilogia racconta la storia d’amore tormentata e contrastata fra la giovane Karou (una chimera morta nella città fantastica di Loramendi e resuscitata dal suo protettore Brimstone sotto forma umana senza alcuna memoria del suo passato) e Akiva, l’angelo nemico che si innamorò di Karou nella sua vita precedente, quando era una chimera di nome Madrigal, e che quando la vide morire, condannata a causa di quell’amore proibito, giurò di distruggere tutte le chimere. Akiva e Karou si incontrano per caso a Marrakesh e da quell’incontro nasce un nuovo amore che però si interromperà tragicamente quando Karou, ricordando infine il suo passato, si renderà conto che Akiva è stato una delle cause della distruzione di Loramendi e delle chimere. Karou decide quindi di tornare nel suo mondo e di unirsi alle chimere nella guerra contro gli angeli, ma l’amore per Akiva si rivelerà più forte di qualsiasi contrasto e sarà destinato, benché dopo lunghe e dolorose separazioni e battaglie, a trionfare. Parallelamente, anche la guerra troverà la sua fine una volta che gli interessi dei capi senza scrupoli di entrambi i popoli verranno smascherati e chimere e angeli impareranno a convivere pacificamente. La storia si sviluppa alternando il mondo terrestre a quello fantastico di angeli e chimere, con un’ampissima varietà di personaggi, ambienti, e situazioni che arricchiscono notevolmente la trama principale di numerosi subplot.

La voce del testo – L’arte e il mestiere di tradurre

 9,50

Questo libro nasce dal desiderio di condividere le mie riflessioni ed esperienze nel campo della traduzione e del suo insegnamento in corsi e workshop. La traduzione è, in quanto esperienza, riflessione. È prima di tutto un fare esperienza dell’opera da tradurre e nello stesso tempo della lingua in cui quell’opera è scritta e della cultura in cui è germinata. E subito dopo è un fare esperienza della lingua madre e della propria cultura, che deve accogliere, vincendo ogni possibile resistenza, la diversità linguistica e culturale del romanzo o del racconto da tradurre. […] Il percorso proposto in queste pagine è di graduale difficoltà ed è stato pensato in primo luogo per i lettori forti, per chi ha una viva curiosità per la lettura ed è desideroso di accostarsi alla traduzione e di entrare nella sua officina. Ne può trarre inoltre beneficio chi studia traduzione, ma frequenta corsi di laurea in cui ci si limita a impartire nozioni teoriche e non si lavora concretamente sui testi. Infine mi auguro possa essere di stimolo al recensore che volesse avere qualche spunto in più per valutare la bontà di una traduzione.

Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo

 14,00

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca pubblica del suo villaggio; i resti di un bambino che vestono ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti su barconi fatiscenti nel tentativo di arrivare nel nostro paese, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Questo libro racconta, dal punto di vista personale di un medico legale, il tentativo di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.

Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo

 16,90

Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, scriveva Bertolt Brecht, ma è difficile credere che avesse ragione se poi le storie degli eroi sono le prime che sentiamo da bambini, le sole che studiamo da ragazzi e le uniche che ci ispirano da adulti. La figura del campione solitario è esaltante, ma non appartiene alla nostra norma: è l’eccezione. La vita quotidiana è fatta invece di imprese mirabili compiute da persone del tutto comuni che hanno saputo mettersi insieme e fidarsi le une delle altre. È così che è nata Wikipedia, che è stato svelato il codice segreto dei nazisti in guerra e che la lotta al razzismo è entrata in tutte le case di chi nel ’68 guardava le Olimpiadi. Michela Murgia ha scelto sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute e le ha raccontate come imprese corali, perché l’eroismo è la strada di pochi, ma la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a tutti. Una tempesta alla fine sono solo milioni di gocce d’acqua, ma col giusto vento.

Disegnato da The World of Dot. Con un fumetto di Paolo Bacilieri.
Età di lettura: da 6 anni.

Il cineclub del mistero

 11,90

Valerio Varesi è uno scrittore che fa anche il giornalista con taglio investigativo. Racconta le cose come il commissario Soneri, che ormai, dopo alcuni romanzi, è diventato uno di quegli appuntamenti che la serialità del giallo ci regala, e si può benissimo avvicinare a figure riflessive, tormentate e concrete come il commissario De Vincenzi di Augusto De Angelis, il sergente Sarti Antonio di Loriano Machiavelli o il Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco. Gente piena di dubbi, a cui non piace che le cose non quadrino. Per esempio, che ci sia un morto in un piccolo cineclub, deceduto di morte naturale, che però ha un filamento di cotone attaccato ad un erpes sul labbro, ed è amico di una donna il cui marito è stato ucciso.” (Dalla presentazione di Carlo Lucarelli)

Tutte le ragazze avanti!

 11,00

Durante i concerti dei Bikini Kill, Kathleen Hannah urlava sempre dal palco: “Tutte le ragazze vengano avanti!”. Solo dopo la band cominciava a suonare. Così, in un mondo abituato a escluderle, riservava alle ragazze un posto in prima fila da cui osservare lo spettacolo, ascoltare la musica, partecipare al concerto cantando la propria rabbia e la semplice gioia di esserci tutte. Ci siamo chiesti cosa significhi essere femminista, oggi, in Italia. Abbiamo trovato undici risposte di giovani intellettuali e artiste: essere guerriera fin da bambina come Giulia Gianni; sfidare i limiti imposti dalla società con l’obiettivo di essere libera come Lucia Brandoli, essere adulta dopo un’adolescenza passata in una provincia che ti immagina solo moglie e madre come Giulia Perona. Femminista è anche il modo di guardare e “leggere” le serie televisive come fa Marina Pierri o lo sguardo con cui si attraversa il mondo del lavoro, per essere emancipata come raccontano Giulia Cavaliere e Claudia Durastanti, che nel suo essere scrittrice riflette sulle storiche ondate del femminismo che si sono incrociate con le battaglie per i diritti umani. La storia di questo femminismo moderno passa anche attraverso il corpo, in quell’essere cicciona, lanciato contro le ragazze come uno stigma e annientato da Marta Corato e presente anche nelle parole di Giulia Blasi che invita ogni ragazza a riscoprire il proprio diritto a esistere, a essere intera. Filo conduttore del libro è la convinzione che le cose possano cambiare. Bisogna crederci ed essere attivista come Maria Marchese o come Marzia D’Amico che indica un mondo in cui essere sorella significa andare avanti tutte insieme, proprio come Giulia Sagramola disegna in copertina e nel suo contributo a fumetti. Questo libro è una lettera aperta a chi vuole confrontarsi con la parità di genere, i diritti umani, il mondo del lavoro e quello delle relazioni. Alle lettrici, ai lettori rivolgiamo le stesse domande che ci siamo fatte noi, per aggiungere alla nostra, la loro voce.

Nato fuori legge. Storia di un’infanzia sudafricana

 18,00

Trevor è un ragazzo colored, figlio di una nera, una Xhosa, e di un pallido padre svizzero. Secondo una legge del 1927, i bianchi e i neri non posso avere rapporti sessuali in Sudafrica, almeno è stato così fino alla fine dell’apartheid. Trevor è nato solo sei anni prima che Nelson Mandela uscisse di prigione. Sua madre lo ha desiderato malgrado sapesse che avrebbe messo al mondo un “fuori legge”: è una donna che, pur essendo uno straordinario magma di contraddizioni stupendamente africane, ha l’energia, l’umorismo e la determinazione per superare qualsiasi difficoltà, miseria, segregazione, barriera. Questi sono i doni che ha trasmesso a suo figlio, cresciuto tra Johannesburg e Soweto, tra l’esser bianco e l’esser nero, ossia senza appartenere a nessuna razza in particolare e dunque con la possibilità di raccontare i meccanismi del razzismo con uno sguardo disincantato, demistificatorio, e facendo anche ridere. Questa è la sua storia.

L’accademia del bene e del male. C’era una volta…: L’accademia del bene e del male-Un mondo senza eroi-L’ultimo lieto fine

 22,00

Ogni quattro anni dal villaggio di Gavaldon vengono rapite due fanciulle che, secondo la leggenda, sono le prescelte per entrare all’Accademia del Bene e del Male, dove si studia per diventare gli eroi o i cattivi delle fiabe. Sophie, bella e beneducata, ha sempre sognato di entrare a far parte della Scuola del Bene, mentre la sua amica del cuore Agatha, con il suo carattere ombroso, pare destinata alla Scuola del Male. Ma quando, dopo essere state rapite, riaprono gli occhi, i loro destini paiono invertiti: Sophie si ritrova in un fossato puzzolente e melmoso, Agatha invece sotto un ciuffo di gigli rossi e gialli. Tra nuove amicizie, insperate alleanze e oscuri intrighi le due amiche ìnizieranno il loro esaltante viaggio in un mondo straordinario alla ricerca del tanto sospirato Lieto Fine.

Età di lettura: da 11 anni.

Tutti i romanzi e tutti i racconti di Sherlock Holmes

 25,00

Uno studio in rossoIl segno dei quattroIl mastino dei BaskervilleLa valle della paura oltre a decine di magistrali storie brevi: ecco riuniti in un unico volume i quattro romanzi e i cinquantasei racconti che vedono come protagonista il prototipo di tutti gli investigatori di carta, Sherlock Holmes, l’astuto, imperturbabile, imprevedibilmente ironico detective londinese, sempre accompagnato dal fido compagno Watson.

Quando hai eliminato l’impossibile, quello che resta, per quanto improbabile, deve essere la verità. Elementare, Watson!

Nightflyers. Ediz. italiana

 26,00

Quando ormai la terra è sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza risiede in una spedizione scientifica la cui missione consiste nell’avvicinare e studiare una misteriosa razza aliena che si spera possa custodire la chiave per la sopravvivenza dell’umanità. L’unico mezzo in grado di affrontare la spedizione è la “Nightflyer”, un’astronave completamente automatizzata, controllata da un solo essere umano, il capitano Royd Eris. L’equipaggio però si ritrova a viaggiare su una nave fantasma perché il capitano non si mostra mai se non attraverso il suo ologramma e comunica solo tramite una voce contraffatta. A rendere la permanenza sulla “Nightflyer” ancora più inquietante, il sensitivo del gruppo inizia a percepire a bordo una presenza oscura, un’entità pericolosa, incorporea, aliena. Il capitano sostiene di non saperne nulla e, quando qualcosa o qualcuno inizia a uccidere i membri dell’equipaggio, sembra non essere in grado o intenzionato a cercare di arrestare questa scia di sangue. L’unica ad avere la possibilità di fermare questa creatura sanguinaria è Melantha Jhirl, un’umana geneticamente modificata, più forte, intelligente e veloce di tutti gli altri membri dell’equipaggio. Ma per farlo, prima deve riuscire a restare viva…

Fascismo anno zero. 1919: la nascita dei Fasci italiani di combattimento

 22,00

Il 23 marzo 1919 è una data cardine nella storia d’Italia. Quel giorno, a Milano, in piazza San Sepolcro, al primo piano di Palazzo Castani, elegante edificio di fine Quattrocento, l’ex socialista Benito Mussolini fonda i Fasci italiani di combattimento. Sulla scena politica irrompe un movimento di tipo nuovo, aggressivo e dinamico, che non solo mescola estremismo di destra e radicalismo disinistra ma raccoglie simpatizzanti di ogni genere: Arditi, futuristi, reduci, massoni, socialisti, sindacalisti rivoluzionari, anarchici. La maggior parte di loro sono giovani. Il programma è avanzato e decisamente riformista: si propongono la Costituente repubblicana dei combattenti, l’abolizione del Senato, il suffragio universale maschile e femminile, l’introduzione delle otto ore lavorative. Mussolini, in particolare, vuole affidare la guida del Paese a una nuove élite, l’aristocrazia dei combattenti. L’obiettivo è spodestare la vecchia classe dirigente liberale, scongiurare il pericolo bolscevico e conquistare il potere. Dalle colonne de «Il Popolo d’Italia», il quotidiano interventista creato nel 1914 grazie ai finanziamenti degli industriali, Mussolini rivendica l’annessione di Fiume e della Dalmazia, soffia sul fuoco della crisi economica, legittima l’uso della violenza come strumento di lotta politica (il primo assalto alla sede dell’«Avanti!» avviene il 15 aprile 1919). Eppure, per il fascismo delle origini le elezioni di novembre si rivelano un insuccesso: Mussolini non viene neppure eletto alla Camera ed è addirittura arrestatoper violenze.

La vedova Van Gogh

 16,00

29 luglio 1890: Vincent van Gogh si suicida, povero e sconosciuto.L’amato fratello Theo gli sopravvive soltanto sei mesi.Resta una ragazza di ventotto anni, con un figlio di otto mesi: Johanna van Gogh Bonger, la vedova di Theo. Circondata dai quadri del cognato, dalle lettere dei due fratelli, Johanna sente di avere una missione: far conoscere le opere di Van Gogh. Non l’han fatto gli amici, pittori famosi, tanto meno i critici o i galleristi. Ci riuscirà lei, con la forza della passione. Apre una pensione nella campagna olandese. La tappezza di quadri di Van Gogh, facendo la spola dalla stazione, carica di tele, con il bimbo attaccato alla gonna. Quella pensione di campagna sarà il primo museo, il primo catalogo vivente, il punto di partenza di una battaglia sostenuta con intelligenza e amore. Dopo tanti no, arrivano i primi sì. Nel giro di soli due anni, una personale di Van Gogh spopolerà nella galleria più importante di Amsterdam, segnando per sempre la storia dell’arte. Johanna potrà cominciare a darsi pace, e riscoprire anche il piacere di sciogliersi i capelli in un letto d’amore.

Penelope Poirot e l’ora blu

 18,00

La Signora di un borgo in bilico tra Liguria e Piemonte organizza un convegno sulle fiabe nella sua villa. Per Penelope Poirot è un gradito diversivo dalle incombenze imposte da tanto cognome. Per Velma Hamilton, la sua segretaria, è un rischiosissimo tuffo nel passato: la villa è a Corterossa, paese dei suoi nonni italiani, meta di tutte le estati della sua infanzia. È pericoloso svegliare i ricordi. Tornare sulle rive del lago dove Velma, un tempo, attendeva le fate. Ora si festeggia sull’acqua, tra profumi di griglie, e spari dal bosco accolgono il crepuscolo. Ma proprio sul più bello, quando si vorrebbe lasciarsi andare, c’è una testa che cade. Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot scopre in fretta che erano in tanti a detestare la vittima. Il cavalier servente, la dottoranda mascolina, il Cristo boscaiolo… insomma, tutti coloro che ruotano intorno alla villa; ma anche Velma? Sì, anche Velma. Sola contro tutti, Penelope Poirot segue accuratamente ogni pista, fino al disvelamento finale, in riva al lago, nell’ora blu. Se le chiedi cosa fa, Becky Sharp ti dirà di essere un’avventuriera della parola scritta e vanterà le sue prodezze da redattrice, copy e traduttrice. Millanterà nobili natali nel regno della filosofia e della critica letteraria. Non paga, insinuerà di essere scrittrice, misteriosa e altresì tradotta oltralpe. In realtà si sospetta che si dedichi ad attività sedentarie e che nei libri, soprattutto, si nasconda.

Penelope Poirot e il male inglese

 18,00

Penelope Poirot è ormai famosa. La sua autobiografia, “Una nipote”, è in vetta alle classifiche. Le riviste più glamour si contendono i suoi reportage di costume, e Penelope ha deciso di dedicarne uno al male inglese, a quella forma atavica di malinconia che si curava viaggiando, preferibilmente in Italia, e in particolare in Liguria, nei languidi golfi della Riviera di Levante. Accompagnata da Velma Hamilton, paziente segretaria nonché vittima privilegiata dei suoi sfoghi, Penelope si appresta dunque a ripercorrere il Grand Tour. La prima tappa, a Portofino, le riserva una sorpresa: ha riaperto i battenti villa Travers, meta delle più belle estati della sua adolescenza. Da dieci anni la famiglia Travers disertava la villa, dopo la scomparsa del rampollo Samuel, uscito in mare in una notte incresciosa per non fare più ritorno. E adesso invece, tovaglie stese, finestre spalancate sul mare, eccoli di nuovo lì, sulla terrazza dalla vista spettacolare, intorno alla piscina rinnovata, lungo i sentieri del parco inselvatichito: vedova, figli, amici, cognato, patriarca. Penelope e Velma possono sistemarsi nella camera verde, con il suo netto sentore di polvere e di muffa. Ben più mefitici, tuttavia, sono i residui umani, attecchiti ovunque: fumi di vecchi rancori, ceneri di passioni spente, solchi d’invidia tagliente. In un terreno così fertile, il delitto germoglia, e sboccia nell’alba come un fiore splendido e velenoso.

Finché c’è prosecco c’è speranza

 18,00

Ferragosto di fuoco per l’ispettore Stucky: in gita tra le colline del prosecco con le belle vicine di casa, si sveglia in un letto non suo, in posizione non consona. Unica certezza, le stelle. Di ritorno a Treviso, cercando conforto tra i calici, trova il suo oste di fiducia malinconico: non si capacita del suicidio plateale del conte Ancillotto, fornitore di vini d’eccellenza. Perché dovrebbe suicidarsi, un uomo che ama le donne, camminare, guardare il fuoco e, naturalmente, il vino? Mentre Stucky indaga a modo suo, conversando con la governante, l’amante a cottimo e il prete, piomba in paese Celinda Salvatierra, tellurica come le terre andine da cui proviene. È l’unica erede del conte Ancillotto, e semina il panico tra i viticoltori minacciando di sradicare le vigne per impiantare filari di banani a perdita d’occhio. In una notte di temporale, tre colpi di pistola si confondono con i tuoni. L’ingegner Speggiorin, direttore del cementificio, cade nel fango per sempre. Stucky intravede i soliti intrighi mondani dietro queste morti innaturali – corna, rivalità, vendetta – ma sa che la vera risposta è nei gas, nel vento. Nelle bollicine del prosecco, nella polvere che si innalza dai camini del cementificio e si posa su insalate, acque, grappoli dorati. Nella ruggine che il matto del paese gratta sulle tombe dei concittadini, impartendo benedizioni, ma anche “fragnoccole a destra e a sinistra con palo di robinia…”. Prefazione di Margherita Hack.

C’era il mare

 18,00

Reduce dal successo del film Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan, con Giuseppe Battiston e Silvia D’Amico, emerso tra i migliori film italiani della scorsa stagione, in attesa del film di Gabriele Salvatores tratto da Se ti abbraccio non aver paura, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino, torna Fulvio Ervas con un nuovo giallo dell’ispettore Stucky. Un’ispettrice alta, ben fatta, che attira gli sguardi, e al poligono insegna alle donne a sparare: Luana Bertelli, questura di Mestre. L’abbiamo già incontrata in Buffala Bill a Venezia. Un ispettore che ora pensiamo come Giuseppe Battiston, ma che conosciamo da anni, con le sue vicine invadenti, con Landrulli, Spreafico e gli altri agenti della questura di Treviso: Stucky. Tre morti ammazzati: un ex giornalista, un ex sindacalista e un avvocato. Tutti e tre, all’epoca delle ‘fabbriche tristi’, attaccavano i colossi della petrolchimica a Marghera che in dialetto significa ‘c’era il mare’. Vendetta? Follia? O lucido progetto criminale?

La bambina che amava troppo i fiammiferi

 16,00

Storia di formazione, thriller, favola gotica, questo romanzo racconta una possibilità di riscatto: una creatura giovane, piena di sensibilità e fantasia, si inventa un modo tutto suo per sottrarsi alla cappa di violenza, oppressione, isolamento in cui è cresciuta. Prima dovrà scoprire la sua vera identità, e il segreto incendiario del suo passato. Tradotta in venti lingue, La bambina che amava troppo i fiammiferi è una delle opere del Québec più diffuse nel mondo; nel 2017 Simon Lavoie ne ha tratto un film

Eresia pura. Lo sterminio dei Catari e il segreto delle «chiavi del sapere»

 22,00

La disperata lotta di un uomo a difesa delle proprie idee e della libertà di pensiero sullo sfondo della crociata contro gli albigesi e dello sterminio dei catari. L’appassionante ed enigmatica storia di Giordano Nemorario matematico e fisico del XIII secolo che in nome dell’amore per la conoscenza e per la giustizia sposa la causa catara condividendone fino in fondo le sorti si intreccia con quella di una crociata cristiana contro un popolo cristiano. Le ragioni che indussero la Chiesa cattolica a massacrare un’intera popolazione furono solo politiche e teologiche o ci fu anche la necessità di occultare un sapere che non doveva e non poteva essere divulgato? Gli ultimi martiri catari nella rocca di Montségur furono arsi vivi il 16 marzo 1244 e il terribile rogo decretò la fine di quella che per la Chiesa romana era stata una pericolosa e temuta eresia. Le fiamme non riuscirono tuttavia a bruciare le misteriose “Chiavi del sapere”, che contenevano un tesoro di conoscenze decisive per il futuro del genere umano.

Per nessun motivo

 17,00

Dopo venticinque anni di serena vita in comune, un fulmine si abbatte sul rapporto fra Antonio e Loredana: ricompare una lettera aperta per caso (e nascosta) da Loredana nei primi giorni del loro matrimonio, in cui Christine, l’ex fidanzata francese di Antonio, gli comunicava di essere incinta di lui. Quando Antonio ritrova la lettera non sa se odiare o perdonare la moglie per il suo silenzio, e decide di partire subito per Parigi. Lì scopre che Christine è morta e sua figlia Coco, ormai venticinquenne, vive in un appartamento ereditato da una zia. Dopo appostamenti e indecisioni, Antonio riesce ad avvicinare la bellissima Coco, non si rivela, comincia a frequentarla e si rende conto, con terrore, che la ragazza si sta innamorando di lui. Ma anche Antonio non è insensibile al suo fascino…

Aleister Crowley: la natura della bestia

Aleister Crowley non è soltanto il più famoso nome dell’occultismo del XX secolo, ma anche tra i personaggi più affascinanti e controversi della storia, come dimostra la quantità di libri, fumetti, canzoni, film che tuttora evocano la sua misteriosa figura. Nonostante le accuse di satanismo siano state ampiamente smentite, Crowley resta un uomo scandaloso, per la sua ossessione nei confronti delle scienze occulte e soprattutto per la sua ostinata volontà di rompere gli angusti schemi morali dell’epoca in cui è vissuto. Colin Wilson, in questo libro, penetra l’essenza della “Bestia”, restituendo al lettore un ritratto realistico, ma non per questo meno intrigante, di un uomo libero da qualsiasi restrizione di natura sociale, morale o religiosa.